Subaru Trezia, pragmaticità giapponese

Trazione integrale, motore boxer, Subaru: automobilisticamente parlando, potrebbero essere considerati quasi dei sinonimi. Poi ci sono le eccezioni: per limitarci ai tempi recenti, un esempio è l'ultima Justy, utilitaria a trazione anteriore e propulsore a tre cilindri in linea, "fotocopia" della Daihatsu Sirion nel gioco a incastri delle joint-venture e partecipazioni del gigante Toyota. Ora che la Justy è uscita di scena, il suo posto viene preso dalla Trezia, la nuova monovolume di segmento B, anch'essa a trazione anteriore e con motore a 4 cilindri in linea. Non che la Justy sostituisca la Trezia, sia chiaro: le vetture coprono segmenti di mercato completamente differenti. Piuttosto, la Justy non ha un'erede e il suo posto alla base della gamma viene ora occupato dall'ultima nata, la cui mission è quanto mai articolata: occupare un segmento inedito per la Casa, allargare la quota di mercato Subaru e ridurre le emissioni di anidride carbonica della gamma, ora che la deadline del 2012 (130 g/km per tutti) imposta dall'Unione Europea si sta avvicinando.

PRAGMATICITA' GIAPPONESE

"Figlia" degli accordi commerciali con Toyota (che detiene una quota di poco inferiore al 15% in Fuji Heavy Industries, proprietaria di Subaru), la Trezia è "gemella" della Verso S. Rispetto al passato, però, quando la Casa delle Pleiadi si limitava ad apporre il proprio Marchio sulle vetture fornite da Toyota, la collaborazione tra le due Case giapponesi è stata più stretta: ingegneri Subaru hanno affi...