Nuova Volkswagen Golf R, se la GTI non vi basta

Un tempo la Golf R, quando il motore era ancora il 3.200 V6 aspirato, si chiamava R32. Debuttò verso la fine della carriera della Golf IV e fu uno dei pochi “colpi di testa” di una vettura storicamente sobria. Con il debutto della Golf VI divenne semplicemente R: il motore a sei cilindri lasciò spazio al 2.0 turbo della GTI, rivisto e incattivito. La nuova Volkswagen Golf R, quella più estrema della gamma su base Golf VII, l’ho provata sui ghiacci della Svezia. E se la scelta può sembrarvi folle, in rapporto ai 300 CV e ai 380 Nm di coppia, più avanti tutto troverà una spiegazione.

UN FILO DI TRUCCO

Cavalli e Nm a volontà, prestazioni da supercar... Facile pensare che la Golf si sia montata la testa e vada in giro con trucco pesante, prese d'aria XXL sparse in ogni dove e profili aerodinamici che nemmeno una Formula 1. Niente di tutto ciò. Dalle parti di Wolfsburg non amano l'esibizionismo. Non quello d'immagine almeno. Ecco perché la nuova Volkswagen Golf R, se possibile, è persino più sobria della GTI: la linea che fa da contorno occhi ai fari anteriori, per esempio, da rossa si fa argentea. Color argento satinato sono anche le calotte degli specchi, mentre le minigonne, quelle sì, sono leggermente più in vista sulla R, per un effetto rasoterra che ben si sposa con l'indole della vettura. Per il resto, il paraurti ha un design specifico ma per nulla eccessivo, così come i cerchi da 18”. Dietro, le differenze principali consistono negli scarichi – quattro al posto di due – e n...