Jeep Grand Cherokee SRT, la SUV col V8 “Made in USA”

Concedeteci, per una volta, di non parlare di crisi economica, di superbollo e prezzo della benzina, di numeri di mercato e possibile aumento dell'IVA da qui a qualche mese. Se così facessimo, qualsiasi considerazione su una SUV da oltre due tonnellate (2.360 kg per la precisione) spinta da un V8 a benzina da 6,4 litri corre il pericolo di suonare quanto meno fuori luogo. Del resto, la Jeep Grand Cherokee SRT non nasce per l'Europa, né tanto meno per l'Italia. Dato però che l'auto era lì, fatta e finita, perché non commercializzarla anche nel Vecchio Continente? Eccoci dunque in Piemonte per la prova in anteprima.

AMA FARSI GUARDARE

Se l'intenzione era quella di catturare l'attenzione, la missione si può ritenere compiuta con successo. Magari, anzi senza dubbio, gli sguardi non saranno tutti di approvazione: c'è chi dietro tanta esuberanza su ruote scorge dell'evasione fiscale e chi taccerà il guidatore di insensibilità ecologica. Detto questo, sulla più sportiva delle Grand Cherokee è difficile passare inosservati. Lo percepisci passando per i tranquilli borghi dell'astigiano e del cuneese, dove i contadini a bordo dei loro trattori incitano a pestare sul gas. Magie del V8 e del tono gutturale e minaccioso che fuoriesce dai due "camini" là dietro. Il merito è anche di un'estetica ai limiti del provocatorio, con branchie che si aprono nel mezzo del cofano per far sfogare le caldane del V8 Hemi, cerchi da 20 pollici e pinze dei freni Brembo che "per ragioni di spazio, più grandi...