Mercedes SLC 43 AMG, il ruggito del V6 dritto nelle orecchie

Quando uscì, nel 1996, lasciò tutti a bocca aperta. Una spider due posti con il tetto ripiegabile in metallo, che di fatto la trasformava in una coupé non si era mai vista e il suo effetto dirompente fu tale che negli anni a venire quasi ogni Casa automobilistica si dotò di un modello con una soluzione di questo tipo. Sto parlando, ovviamente, della Mercedes SLK che, in quest'ultima versione che sto per provare in Costa Azzurra, ha cambiato nome ed è diventata SLC, per ottemperare alla nuova nomenclatura di Stoccarda.


Come è


Ma, sigla a parte, la SLC non è cambiata tantissimo rispetto alla SLK presentata nel 2011, cioè quella di terza generazione. Si tratta, dunque, di un restyling che, per quanto corposo, non ne ha stravolto le forme. Il frontale è la parte più cambiata, con le linee dei fari e quelle della calandra che seguono il nuovo corso di design della Stella. Dietro, invece, è tutto uguale, mentre il corpo vettura può essere personalizzato con nuove colorazioni o cerchi in lega dal disegno inedito. Anche l'aspetto della versione AMG non è stato sconvolto ed è sempre caratterizzato dagli elementi in fibra di carbonio, dalle prese d'aria supplementari e dal doppio scarico. All'interno non ci sono particolari sorprese, l'abitabilità è per due e al posto guida stanno comode anche persone dalla corporatura importante. La vera novità è il nuovo display...