Altro che asfalto, con queste si viaggia sulle onde

Le hanno viste ad Ibiza, ma anche a Miami. Le Fiat 500 che sfrecciano in mare sono diventate lo scoop dell'estate. L'idea promozionale della casa di Torino è però soltanto una dei tanti esempi di come l'auto possa lasciare l'asfalto per correre sull'acqua. Di casi particolari ce ne sono stati parecchi, a cominciare da chi (temerario) ha modificato vetture nate sulle quattro ruote per compiere imprese navali da Guinness. Nel 2006 una Fiat Panda è salpata da Folkestone con un'intenzione di attraversare il Canale della Manica e raggiungere la costa francese. Due anni dopo è stata la volta dell'Iveco Terramare, che ha attraversato il Canale di Corsica. Gli interventi sul Daily 4x4 effettuati da Zanisi sono stati numerosi: dalla personalizzazione per la tenuta delle onde con una scafatura in lamiere d'acciaio saldata intorno al veicolo fino ad un propulsore a idrogetto, passando per i serbatoi supplementari da circa 300 litri per consentire una riserva di carburante sufficiente a garantire maggiore autonomia di navigazione.


C'è anche chi, vicevera, ha legato il nome e la tecnologia di una casa auto all'ingegneria navale. Oltre alla Corvette Limited Edition Sport-V ricordiamo il Powershore Abarth SP (Sport Prototipo) che ha porta in acqua alcuni dettagli "racing" della 500 e della Grande Punto Abarth. Di esempi se ne potrebbero fare tanti, però è più curioso vedere fino a dove si è spinto l'uomo. Negli anni '60 è nata l'Amphicar, l’auto anfibia da collezione prodotta in piccola serie che sapeva davvero navigare come una barca. La carrozzeria era stagna e dietro a spingerla c'erano due eliche. E' entrata nella storia, mentre nell'immaginario collettivo tutti ricordiamo la Lotus Esprit con cui James Bond si immergeva riuscendo sempre a farla franca. Nel 2008 quest'idea è diventata realtà al Salone di Ginevra, dove è stata presentata la Rinspeed sQuba, l'auto anfibia che arriva fino a dieci metri di profondità. Voglia di farci un giro?



Amphicar, l'auto anfibia




Ingegneri e inventori di ogni tipo sognano da oltre cent’anni di realizzare un’automobile in grado di viaggiare su terra e su acqua, una vettura anfibia che possa insomma risultare quasi inarrestabile. Il sogno carezzato da molti è però diventato realtà in pochi casi e uno dei più riusciti resta quello della Amphicar, progettata dal tedesco Hanns Trippel e prodotta in Germania dal Gruppo Quandt fra il 1961 e il 1968. L’idea base della Amphicar 770, prodotta in oltre 4.000 esemplari ed esposta anche ad Auto e Moto d’Epoca 2013 è quella di una cabriolet due porte e quattro posti con carrozzeria galleggiante a tenuta stagna e motore posteriore che aziona a scelta le ruote o un paio di eliche sommergibili.

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