Lo stile italiano e la potenza economica di Mahindra: il binomio per puntare in alto

In occasione del Salone di Ginevra, Paolo Pininfarina, presidente dell’omonima azienda, ha annunciato l’intenzione di competere a livello globale sul mercato dei veicoli elettrici di lusso. Questo sarà possibile grazia a Mahindra, che nel 2015 ha acquistato definitivamente l’azienda per 170 milioni di euro: l’obiettivo è unire la disponibilità economica della casa indiana, sempre più in espansione, con il know how stilistico dell’atelier italiano.

L’esperienza della Formula E

Il Salone di Ginevra 2018 è stato teatro del debutto della HK GT, berlina-coupé 4 posti spinta da quattro motori elettrici per una potenza totale di 816 CV. Pininfarina ha potuto - e potrà ancora di più in futuro - attingere all’esperienza maturata da Mahindra in quattro anni di Campionato Mondiale di Formula E. In occasione della gara di Roma del 14 aprile, ci si aspetta un comunicato sulle strategie che riguarderanno l’atelier nel prossimo futuro. 

Novant’anni (quasi) di successi

Fin dalla nascita nel 1930 (anno in cui venne fondata la Carrozzeria Pinin Farina), l’azienda ha firmato e contribuito alla realizzazione di decine di modelli tra Fiat, Maserati, Alfa Romeo, Peugeot, Rolls-Royce, Volvo e, sopratutto, Ferrari, firmando oltre 100 modelli del Cavallino in più di 65 anni di storia. Uno degli ultimi esempi è rappresentato dalla Sergio, supercar limitata a soli 6 esemplari basata sulla 458 Italia. Pininfarina ha firmato anche vere e proprie opere d’arte contemporanee come la Cisitalia 202 GT del 1946, l’unico veicolo in esposizione permanente al MOMA di New York.