All’inizio degli anni ’80, tra crisi petrolifere e nuove norme sui consumi, BMW scelse una strada insolita per migliorare l’efficienza: aumentare la cilindrata. Nacque così la 525e, presentata in Germania nel 1983 dopo la 528e destinata agli USA. La “e” stava per eta, simbolo di efficienza, e indicava un sei cilindri M20 da 2,7 litri, 122 CV e 230 Nm a soli 3.250 giri/min. Pensato per offrire coppia ai bassi regimi e consumi ridotti (8,4 l/100 km dichiarati), il motore era abbinato a rapporti lunghi e a una costruzione ottimizzata per ridurre gli attriti. Prodotta fino al 1987 in oltre 40.000 unità per l’Europa, la 525e privilegiava una guida fluida e rilassata rispetto alle prestazioni pure. Oggi è un’interessante youngtimer che racconta una fase storica in cui l’efficienza non significava per forza rinunciare al piacere di un sei cilindri.