Criticare l'auto elettrica è facile, soprattutto quando porta il peso di un nome che ha scritto la storia dell’automobilismo mondiale: Nismo, acronimo di Nissan Motorsport. E va bene poi, diciamolo, con il titolo di questo articolo immagino anche una lunga lista di commenti sui social riguardo il fatto che non si possa menzionare la sportività quando di mezzo ci sono batterie e due motori, uno per asse.
Per parlare della Nissan Ariya Nismo, però, vorrei fare un passo indietro e partire da qualcosa di storico. Pensate infatti per un momento al concetto di auto sportiva giapponese: un'auto non eccessivamente grande, con un motore di generose dimensioni ma non troppo potente, un assetto non elettronico "giusto" e la tendenza a sovrasterzare in curva per sua naturale progettazione.
Ecco, proprio queste sono tutte le caratteristiche che ho ritrovato in questo crossover elettrico con il peso di un grande nome sulle spalle, che nel corso dei 1.100 km passati in mia compagnia ha cercato di onorare a ogni curva. Vi racconto com'è andata.