Hyundai Veloster, la coupé con la porta in più

Se in tempi di crisi nera un costruttore può permettersi di realizzare una vettura di nicchia tutta nuova, vuol dire che gli affari stanno andando a gonfie vele. Prendete Hyundai, uno dei marchi per l'appunto più "in forma" del momento, che con la Veloster ha dato libero sfogo alla fantasia dei progettisti prendendosi qualche anno di tempo (il concept fu presentato nel 2007) prima di sfornare una vettura che vuole essere concorrente all'altezza di Volkswagen Scirocco, Renault Mégane Coupé, Opel Astra GTC e mettiamoci pure la più piccola Honda CR-Z. Com'è la Hyundai Veloster? Diciamo che ci ha fatto divertire fra i "mitici" tornanti della Futa e che non le manca davvero nulla, tranne forse un motore un po' più potente, al quale pare che la Casa asiatica stia già lavorando. Il resto è questione di gusti o affezione a questo o quel marchio.

VELOSTER, L'ASIMMETRICA

Sulla strada, soprattutto nelle tinte più vivaci, la coupé asiatica è una vera e propria mosca bianca e anche se tanta audacia può dividere il pubblico, l'effetto che Hyundai voleva ottenere è proprio questo: originalità. Acquattata sulle quattro grandi ruote (l'altezza è di appena 1,39 cm), la Veloster suscita sorpresa da ogni angolazione la si guardi, tante sono sulla sua lamiera le scalfature e le feritoie immaginate nel centro stile tedesco, alcune posticce purtroppo come quelle sul cofano. Davanti si riconosce il più recente family feeling Hyundai dalla calandra esagonale, mentre il posteriore è la parte più origi...