Mazda6, un restyling che punta in alto

Essenzialità delle linee, pulizia visiva, qualità percepita e tanta tecnologia: per una volta non si parla di un SUV ma della nuova ammiraglia di casa Mazda, quella Mazda6 che dal 2012 punta con decisione ad inserirsi in un segmento altamente competitivo – quello delle premium, per intenderci - dominato dalle tedesche. E forse questa volta ci siamo, grazie ad un design mai così elegante, sportivo e attraente, ad una dinamica di guida che non ha nulla da invidiare alle concorrenti e ad un sostanziale aggiornamento delle dotazioni high tech di bordo. Le novità però non riguardano solamente l’estetica, ma anche i propulsori: sotto il cofano troviamo infatti due benzina, un 2.0 da 165 CV e un 2.5 da 194 e due turbodiesel 2.2 da 150 e 184 CV, tutti che soddisfano le norme Euro 6d-TEMP sulle emissioni. Per la nostra prova abbiamo scelto la Mazda6 Wagon mossa dal 2.2 turbodiesel da 184 CV, versione che per potenza e costi di gestione è la più a fuoco per il nostro mercato. Ecco come va.

Com’è 

Il Kodo design si evolve raggiungendo un livello mai visto prima: la nuova ammiraglia giapponese abbandona, a livello di carrozzeria, quasi tutte le linee spigolose a favore di tratti morbidi e sinuosi, esaltati alla grande dalla bellissima tinta Soul Red Crystal dell’esemplare in prova. Come ci si aspetta da una grande station wagon da 4,8 metri, l’abitabilità posteriore è ottima anche per due adulti e la capacità di carico tocca i 522 litri, meglio di BMW Serie 3 Touring e Audi A4 Avant. Nuo...