Certo che questo prototipo era proprio bello! In realtà non capita spesso di pronunciare questa frase, ma nel caso della Bertone Birusa è facile fare un'eccezione perché anche vista col senno del poi a quattordici anni di distanza il suo stile risulta ancora piacevole e moderno. Forse il merito è anche della vettura donatrice nascosta sotto la carrozzeria in esemplare unico, quella BMW Z8 che con i 400 CV del suo V8 e l'impostazione classica con motore anteriore e trazione posteriore è un gioiello del recente passato.


Vetri speciali e fibra di carbonio


L'opera di rinnovamento fatta dalla Bertone Birusa sulla BMW Z8 vede lo storico carrozziere italiano impegnato nel reinventare la roadster bavarese a fine carriera, nel 2003, e trasformarla in una coupé con grande tetto panoramico. Il risultato è molto elegante e aggressivo, realizzato in fibra di carbonio, con le portiere ad ala di gabbiano e il tetto in vetro in due parti che si ritraggono sotto la parte posteriore. Tutte le parti vetrate sono realizzate con un processo che riduce del 10% il peso dei finestrini e blocca il 95% dei raggi ultravioletti.


Un cuneo con un Segway dentro


Il profilo laterale della Bertone Birusa segue una linea a cuneo molto accentuata e sottolineata da una modanatura inclinata in alluminio che funge da piccola feritoia per lo sfogo dell'aria del motore e da maniglia di apertura. Nella coda tagliata di netto ci sono fari a LED in una striscia continua, mentre l'abitacolo fa sfoggio di una telecamera notturna frontale, un impianto audio Bose di alta qualità e piccolo ingombro. Curioso e in anticipo sui tempi è poi il Segway estraibile dal vano bagagli posteriore che ha le stesse finiture in Alcantara degli interni e un'apposita rampa di stivaggio nel baule.



Bertone Birusa




La Bertone Birusa scende in strada e si lascia ammirare, compreso il Segway incorporato.

Fotogallery: Bertone Birusa, la BMW Z8 all'italiana