Sono gli anni delle giapponesi super sportive, hi-tech, capaci di mettere in discussione i mostri sacri

Nissan che mette in discussione Ferrari e Porsche, ma lo stesso lo fanno Honda (anzi, nel caso della NSX non c’è proprio paragone), Mitsubishi e Toyota: a leggerlo oggi, e forse ancor di più 25 anni fa circa, ha dell’incredibile. Invece, chi ha vissuto quel periodo anche solo da spettatore, perché bambino o ragazzino, sa perfettamente che tutto ciò accade sul serio, all’inizio degli anni Novanta. Un’epoca in cui i Costruttori giapponesi, con una lunga e brillante storia in patria e negli USA, iniziano a espandersi sul serio anche in Europa. E non lo fanno solo grazie ad auto alla portata di tutti, ma anche con progetti ben più ambiziosi, pensati anche per mostrare al mondo ciò di cui sono capaci. Il tutto si incrocia con il periodo no di Ferrari e Porsche: la prima, con la 348, è sul mercato con uno dei modelli meno apprezzati della sua storia; la seconda ha meno problemi dal punto di vista strettamente di prodotto, ma è nel pieno di una crisi aziendale fortissima. Ecco la storia di una delle temibili giapponesi di quegli anni, la Nissan 300ZX Z32, una 2+2 (o cabriolet, dal 1992) che nel 1989 sostituisce la Z31 e, pur non potendo competere con 348 e 911 dal punto di vista meramente prestazionale né da quello del prestigio, qualche discussione la suscita.


Biturbo e ruote sterzanti


Come ben sanno gli appassionati di auto giapponesi, la 300ZX non è certo la prima né l’unica sportiva di Nissan; non è, soprattutto, la più famosa, palma che spetta alla Skyline. Proprio da quest’ultima, precisamente dalla HR31, la Z32 biturbo prende il retrotreno a ruote sterzanti Super HICAS (High Capacity Actively Controlled Steering), fino al 1994 ad attuazione idraulica e poi elettrica. Quanto al motore, si tratta di un 3.0 V6 a 60°, biturbo (in USA e Giappone esiste anche in versione aspirata) con doppio albero a camme in testa a fasatura variabile VVT lato aspirazione. La potenza? 304 CV, per una velocità massima di 250 km/h.


Progettata al CAD, evoluta nel corso degli anni


La 300ZX viene prodotta per molti anni, fino al 2000; una longevità resa possibile, tra le altre cose, dalla validità di base del progetto, portato avanti facendo largo uso dei “supercomputer” e del software di progettazione CAD. Si tratta di uno dei primi esempi di progettazione in realtà virtuale. Tra le altre cose, dalla scheda tecnica meritano menzione le sospensioni anteriori e posteriori multibraccio, che fanno lavorare quattro pneumatici della stessa misura: 225/50 - 16. Ancora, l’impianto frenante conta su 4 dischi, con quelli anteriori autoventilanti, e soprattutto, a richiesta, si può avere l’ABS. A misura d’uomo, di tutte le taglie, l’abitacolo, nel senso che la posizione di guida è perfetta nelle quote fondamentali (posizionamento di sedile, pedaliera, volante e leva del cambio), ma anche nei comandi secondari. Il tutto, realizzato con cura, in modo moderno e… Funzionante, cosa che non si può sempre dire delle sportive europee di quegli anni. In ogni caso, l’arco temporale di produzione è così lungo che i giapponesi devono aggiornare il progetto per rimanere al passo coi tempi e con le normative di sicurezza. Non viene aggiornata dunque solo l’estetica, ma anche la dotazione, con l’introduzione, per esempio, degli airbag frontali e di cinture di sicurezza più evolute.


Un piacere guidarla


La stampa specializzata dell’epoca concorda: la 300ZX ti conquista con classe. Nessun lampo di cattiveria, nessun guizzo felino, ma tanta morbidezza. Che non significa pigrizia, vuol dire piuttosto coppia e potenza sempre disponibili, cambio che si accontenta di movimenti minimi del polso per ingranare le marce, sterzo preciso e progressivo, assetto rigido al punto giusto per l’uso di tutti i giorni e per divertirsi. E poi, anche se non è forse il motivo principale d’acquisto, uno spazio più che buono per le valigie non dispiace a nessuno.


Un milione di Z in America


La Z32 è il modello che consente a Nissan di tagliare l’importante traguardo del milione di Z vendute nella storia in USA, ma i suoi volumi di vendita non sono certo da record, nonostante l’offerta con carrozzeria coupé e cabrio (2 posti secchi), al punto che nel 1996 viene sospesa l’esportazione. I motivi sono almeno due: uno è l’ascesa dei SUV nel gradimento del pubblico, l’altro il contemporaneo apprezzamento dello Yen sul dollaro, che porta a un innalzamento dei prezzi della macchina.

Nissan 300ZX Z32, spaventava Porsche e Ferrari

Foto di: Adriano Tosi