Un gruppo di ricercatori ha analizzato l'impatto del film sugli automobilisti che hanno visto la saga cinematografica con Vin Diesel

Le auto che corrono veloci al cinema influenzano la mente dello spettatore medio? Una premessa, prima di dare una risposta: Fast and Furious è così celebre da non avere bisogno di presentazioni; si tratta di una saga cinematografica basata su corse d’auto che si trasformano in battaglie. Il tutto condito da criminali, campionissimi del volante che “volano” in macchina, splendide donne, uomini spesso vincenti e affascinanti, con una vita piena di emozioni, vetture costose e potenti (che richiedono anche parecchi soldi per mantenerle). Una saga così di appeal, quella di Fast and Furious, da aver dato il via a videogame per smartphone e per console. Indubbiamente, una serie cinematografica azzeccatissima. Ma il 30 gennaio scorso il New York Times (sezione The Upshot) ha riportato la tesi di Anupam Jena: questi è fra l’altro professore di “Health Care Policy” (“politica sanitaria”) alla Harvard Medical School e medico al dipartimento di medicina del Massachusetts General Hospital. Ha analizzato l’impatto di Fast and Furious sugli automobilisti che lo vedono (nonché sui futuri patentati che un giorno guideranno l’auto). In basso, sintetizziamo l’analisi di Anupam Jena.

Il numero di infrazioni

Lo studio prende spunto dal numero di infrazioni al Codice della Strada commesse, dal 2012 al 2017, nella Contea di Montgomery County (Maryland). Il confronto è facile: da una parte, le violazioni nei tre weekend prima della proiezione di ogni singolo film della serie Fast and Furious; dall’altra, le violazioni nei tre weekend dopo la proiezione. Risultato: infrazioni in enorme crescita, addirittura del 20%. Eccesso di velocità a tutto spiano. Prima della proiezione, un eccesso medio oltre il limite di 16 miglia orarie; dopo la proiezione, un eccesso medio oltre il limite di ben 19 miglia orarie. E attenzione: gli eccessi di velocità più elevati si sono concentrati nelle aree vicine ai cinema che proiettavano “Fast and Furious”. In una cerchia di due miglia.

Un’analisi limitata

Alla fine, Anupam Jena ammette che non si può dare una risposta alla domanda iniziale: Fast and Furious è pericoloso per chi guida? Lo studio chiaramente dice che l’analisi è limitata, i dati non sono sufficienti ad affermare che la celebre saga cinematografica spinga a correre troppo o a essere imprudenti. Pur tuttavia, può anche darsi che qualche spettatore sia indotto a emulare un protagonista. Ecco perché potrebbe essere opportuna un’esortazione alla guida prudente prima e dopo il film. D’altronde, qualsiasi film di grande successo impone le mode e può influenzare i comportamenti.

Un vecchio problema

Va detto che (nonostante si debba ribadire che giustamente Fast and Furious viene considerato un “cult”) le statistiche analizzate da Anupam Jena impressionano: l’aumento delle violazioni per eccesso di velocità induce a riflettere sull’impatto che questi film sulle gare di auto possono avere su alcuni spettatori. Magari i ragazzi meno preparati dal punto di vista caratteriale, quelli un po’ più deboli sotto il profilo della personalità, maturano questa convinzione errata: chi corre ogni oltre limite rischia poco e appare come un vincente, alla fine il guidatore capace se la cava spesso, mentre chi guida con prudenza è uno stupido perdente. La realtà è drammaticamente diversa, come ci ricordano pure le ultime statistiche sui sinistri in Italia.

Qualche dato in più

Sul sito della Harvard Medical School, Anupam Jena allarga il discorso ad altri àmbiti: non solo film sulle corse di auto che influenzano i giovani, ma anche videogiochi violenti che possono dare un’immagine distorta della vita. Sino a una serie tv che pare abbia fatto aumentare i suicidi fra gli adolescenti. Una sorta di lavaggio del cervello da parte di alcuni media nei confronti di chi è più soggetto a ricevere passivamente tutti i messaggi che arrivano dallo schermo. In tutto questo, aggiungiamo noi, giocano un ruolo pesante anche le scene di presunto sesso felice che si trovano su Internet: immagini che (come i consultori di zona nelle città italiane ben sanno) possono incidere negativamente su una certa tipologia di giovani.