Ipotesi suggestiva: gli schieramenti politici potrebbero imitare l’idea che si fa strada in Germania

La notizia la conoscete tutti: il Governo tedesco pensa ai mezzi pubblici gratuiti in diverse grandi città. Investirebbe ingenti risorse (si stima minimo 13 miliardi di euro annui), che sarebbero una ventina di Comuni a gestire, per consentire ai cittadini di viaggiare gratuitamente nei centri urbani. Lì dove biossido di azoto e polveri sottili la fanno da padroni. Il test partirebbe entro fine 2018 a Bonn, Essen, Herrenberg, Mannheim e Reutlingen. L’obiettivo del provvedimento sarebbe molto semplice: evitare sanzioni da parte dell’Unione Europea, che intende multare le nazioni poco attive nel combattere l’inquinamento atmosferico. L’Italia lo sa bene, visto che su di noi pende la spada di Damocle rappresentata da un miliardo di euro di mega-multa europea: i nostri governanti avrebbero fatto poco o nulla, questa l’accusa UE, per abbattere le polveri sottili. Non per nulla, la Regione Lombardia non incentiva più la rottamazione a favore di chi compra un’auto nuova diesel. Di qui, l’ipotesi suggestiva di OmniAuto.it: in piena campagna elettorale, una mossa vincente da parte di uno schieramento politico potrebbe essere quella di finanziare i mezzi pubblici gratuiti nelle metropoli.

Situazione pesante

Nelle grandi città italiane, infatti, non si respira: così si spiegano i provvedimenti spot (i blocchi del traffico di efficacia molto dubbia) dei Comuni, che stando a diversi studi dovrebbero invece prendere ben altre misure facenti parti di un progetto più organico (contro le caldaie vetuste, anzitutto). Difficile che, a stretto giro, si concretizzino altre idee, come l’utilizzo di fonti meno inquinanti. C’è stato qualche timido tentativo del Governo e si è parlato di stanziamenti anti-smog, così come dell’abbassamento di 20 km/h del limite in caso di ulteriore emergenza ambientale (in realtà la situazione è già allarmante); ma a quanto pare le idee del ministro dell’Ambiente Luca Galletti non hanno convinto granché Bruxelles. Senza parlare del nostro ritardo in fatto di interventi strutturali ed incentivi sull’auto elettrica, nonostante la Strategia energetica nazionale (anche abbreviata come “Sen”) annunciata a novembre 2017.

Campagna elettorale monotona

La nostra ipotesi suggestiva, se mai divenisse realtà, servirebbe anche ad animare e “colorare” una campagna elettorale dai toni aspri, ma monotona, che verte essenzialmente su tasse e immigrati. Sono temi fondamentali per il futuro del Paese, ma il rischio è che altri problemi si ripropongano in futuro. A cominciare dalle polveri sottili che ammorbano le città, con l’Unione Europea poco propensa a prendere in seria considerazione i passati provvedimenti (promessi o attuati) di Galletti. I mezzi pubblici gratuiti potrebbe rappresentare anche l’asso nella manica per conquistare voti e magari perfino la maggioranza, assieme magari a temi come la formazione per i giovani, la legalità, gli investimenti, lo Stato sociale a beneficio di chi è senza lavoro.

Se ne parlò a Milano

Di mezzi pubblici gratuiti si parlò, a dire il vero, a Milano a inizio 2016: Francesca Balzani, all’epoca candidata e assessore al Bilancio del Comune, propose di rendere gratuiti per tutti i mezzi di superficie, ovvero autobus, filobus e tram. Balzani fece anche l’esempio virtuoso di Tallinn, la capitale dell’Estonia, che dall’1 gennaio 2013 ha deciso di rendere gratuiti i mezzi pubblici comunali per i propri abitanti. A Balzani risposero altri candidati, sostenendo che il costo era troppo elevato. Ma oggi la posta in gioco, per tutta l’Italia, e non solo per Milano e la Lombardia, è pesante: il record di morti da inquinamento del nostro Paese, le patologie cardiorespiratorie a carico dei bambini, i costi sociali notevoli, la minaccia della multa europea per lo smog. Ovviamente, il traffico veicolare privato non è la fonte principale dell'inquinamento urbano, stando a numerose ricerche: l’inquinamento andrebbe combattuto anche sul fronte delle caldaie vetuste e dello stesso ammodernamento dei mezzi pubblici, che andrebbero anche resi efficienti. Senza dimenticare il telelavoro, che pare caduto nel dimenticatoio.