Dalla gomma connessa a quella che “mangia” lo smog. Elena Versari, Sales General Manager Consumer Goodyear, ci spiega le novità in arrivo

Non è più una novità: che i pneumatici siano destinati a una rivoluzione è ormai abbastanza risaputo. La tecnologia digitale e la connettività hanno “contagiato” anche quella parte tanto fondamentale quanto trascurata di ogni veicolo, ma anche dal punto di vista delle mescole, della costruzione e del disegno del battistrada ci sono tante innovazioni in arrivo. Quali? Ce le siamo fatte spiegare da  Elena Versari, Sales General Manager Consumer Goodyear, direttamente al Salone di Ginevra.

Tra presente e futuro

OmniAuto.it: Partiamo da ciò che è più vicino alla commercializzazione, quali sono le novità e i relativi vantaggi?

Elena Versari: “Direi il pneumatico intelligente e connesso, con un sensore che rileva temperatura, usura e pressione e manda i dati su cloud. Questi numeri vengono poi analizzati da un algoritmo che determina stile di guida, km percorsi e tutti i dati relativi alla gomma. Numeri che vengono poi inviati all’app. Si tratta di un’innovazione importante soprattutto per chi gestisce le flotte e deve minimizzare (e tendenzialmente azzerare) l’aggravio di costi derivante da pneumatici sgonfi e/o usurati.

OmniAuto.it: La sempre più ampia diffusione dei car sharing e delle forme di noleggio a lungo termine “all inclusive” è un vantaggio per aziende che producono gomme di qualità?

Elena Versari: “Assolutamente sì, perché per aziende che gestiscono parchi auto importanti, la gomma non è più da intendersi come un costo iniziale e basta, ma come costo di esercizio nell’arco del tempo”.

OmniAuto.it: E poi c’è il pneumatico per le elettriche. Cosa lo differenzia da uno per auto con motore endotermico?

Elena Versari: “Il veicolo elettrico ha molta più coppia e ce l’ha subito, quindi il battistrada ha lamellature speciali, che aumentano l’impronta a terra con il peso e, quindi, il grip in accelerazione. L’auto elettrica è anche più silenziosa, quindi impone un minore rumore di rotolamento: il disegno è concepito per deviare le onde sonore all’esterno del battistrada. C’è poi la questione della mescola, che riduce l’attrito al fine di massimizzare l’autonomia. Ultimo, ma non meno importante, per sostenere il maggior peso la struttura è stata rinforzata, senza aumentare la massa del pneumatico”.

OmniAuto.it: Quando sarà sul mercato?
Elena Versari: “Entro il 2019”.

OmniAuto.it: Sapete già quanti ne produrrete?
Elena Versari: “E’ troppo presto per dirlo, dipende dalla domanda delle Case automobilistiche”.

OmniAuto.it: Ok, adesso uno sguardo in avanti
Elena Versari: “La nostra visione si chiama Oxygene, per sottrarre CO2 all’atmosfera: la sua struttura contiene e nutre muschio vivo, che così cresce all’interno della spalla. Il merito è anche del disegno intelligente del battistrada, che assorbe l’umidità e l’acqua dal manto stradale, permettendo la realizzazione della fotosintesi, con rilascio di ossigeno nell’aria. In una città come Parigi, che conta circa 2,5 milioni di veicoli sulle sue strade, se tutti avessero un pneumatico di questo tipo si genererebbero qualcosa come 3.000 tonnellate di ossigeno e un assorbimento di oltre 4.000 tonnellate di CO2 all’anno.

 

Gallery: Goodyear Oxygene Concept Tire