Non è un Paese per pick-up, l’Italia, ma l’L200 è una delle pochissime eccezioni. Ecco la sua storia

Chi vive in campagna o in montagna magari è abituato a vederne e, probabilmente, ce l’ha anche, per esigenze pratiche; però il pick-up non ha mai davvero sfondato nel nostro Paese. Non è mai diventato, insomma, quel fenomeno di moda come negli USA e in Australia, per citarne due. Eppure, all’interno di questa piccolissima nicchia c’è un modello che ha saputo affermarsi come sinonimo stesso di “fuoristrada col cassone aperto”: si chiama Mitsubishi L200 (dalla cui ultima generazione nasce il Fiat Fullback) e in realtà non è da solo, perché il Toyota Hilux gode di una fama assolutamente paragonabile. Tornando all’L200, nasce nel 1978 e, in questi 40 anni ben portati ha… Portato merci fino a 1 tonnellata (e persone) per quasi 5 milioni di clienti, 4,7 per la precisione, in ogni angolo del mondo, anche quelli più sperduti e impervi.

Un mezzo davvero Forte

Ai giapponesi piacciono i nomi latini. Si pensi alla Daihatsu Cuore, per esempio. Oppure, per tornare in casa Mitsubishi, alla Pajero/Montero; anche l’L200, inizialmente e su alcuni mercati, ha un nome che per noi italiani suona familiare: Forte. Un nome, una garanzia: i giapponesi l’hanno scelto apposta per identificare la caratteristica principale di questo veicolo. Il primo Forte è spartano, tutto orientato al lavoro, ma facile da guidare come un’auto normale, o quasi.

Altre giapponesi dal nome latino

Fa da base al Pajero

Sì, il già citato Pajero nasce dalla base meccanica dell’L200: accade nel 1980, quando i giapponesi dotano per la prima volta il loro pick-up della trazione integrale. E questo è l’inizio dell’escalation: il pick-up, nel frattempo ribattezzato Triton in molti mercati, diventa fondamentale per le casse di Mitsubishi Motors. Le piattaforme della prima e della seconda generazione vengono assemblate nell’impianto di Ohe di Mitsubishi. Dalla terza generazione in avanti, quella del 1995, la produzione è concentrata nello stabilimento di Laem Chabang in Thailandia, da cui questo pick-up viene esportato in tutto il mondo, dai Poli all’Equatore.

il pick-up, nel frattempo ribattezzato Triton in molti mercati, diventa fondamentale per le casse di Mitsubishi Motors

Inizialmente ha anche motori a benzina

La prima generazione, dicevamo, è del 1978: per due anni esiste solo a trazione posteriore e nel 1980 arriva il 4x4. La seconda generazione è del 1986, anche se in realtà sarebbe più corretto parlare di profondo restyling del primo: sono disponibili tre declinazioni di carrozzeria: Single Cab lunga e corta, Club Cab e Double Cab. Alle nuove trazioni integrale e posteriore sono abbinati propulsori a benzina 2.0 e 2.6, più un diesel da 2,5 litri (evoluzione del precedente 2.3).

Mitsubishi L200, le foto storiche
Mitsubishi L200, le foto storiche

Solo gasolio per terza e quarta generazione

Il terzo L200 arriva nel 1995: commercializzato in 3 varianti - Single Cab, Club Cab e Double Cab - è offerto solo con motori diesel da 2,5 o 2,8 litri. La trazione integrale si arricchisce del sistema Easy Select 4WD. La quarta generazione arriva nell’estate del 2005, disponibile sempre con carrozzeria Single Cab, Club Cab e Double Cab, offre nuovi diesel common-rail 2.5 e 3.2, entrambi a 4 cilindri. La trazione può essere posteriore o integrale, con sistema di gestione Easy Select 4WD o Super Select 4WD. La quinta generazione, del 2014, dà i natali anche al Fiat Fullback, ma i fondamentali sono sempre gli stessi: le varianti di carrozzeria sono le solite Single Cab, Club Cab con doppie porte e Double Cab. Torna perà il motore a benzina, un 2.4 a 4 cilindri. Sono disponibili inoltre due turbodiesel, MIVEC 2.4 e un 2,5 litri. La trasmissione? A due o quattro ruote motrici, con la possibilità di avere il sistema Super Select 4WD-II con attuatore elettronico.

Fotogallery: Mitsubishi L200, le foto storiche