Secondo il Consiglio di Stato, gli “spot” non distraggono gli automobilisti

Il Consiglio di Stato Lazio dice sì alle transenne pedonali con pubblicità. Parliamo di barriere di sicurezza fisse per incanalare pedoni presso l’attraversamento obbligato, realizzate di solito in tubolare di acciaio: i giudici dicono che questi manufatti sono leciti anche se al loro interno ci sono pubblicità. Questi “spot”, in genere cartelli rettangolari con la base più lunga, non distraggono gli automobilisti, almeno stando al Consiglio di Stato. È un parere (numero 144/2019), ma di peso.

Chi ha vinto e chi ha perso

La battaglia legale è nata nel 2017, quando un Comune ha negato il mantenimento di quattro impianti pubblicitari installati su transenne parapedonali su alcuni incroci stradali in centro urbano, richiamando un parere della Polizia Municipale. Al che, la società che si occupa di queste inserzioni pubblicitarie si è opposta. La difesa della società?

L’articolo 51, comma 8, del Regolamento di attuazione del Codice della Strada demanda ai regolamenti comunali la disciplina dei messaggi pubblicitari sulle transenne parapedonali, ma il piano del Comune nulla dispone sulla pubblicità su impianti di servizio (tali sono le transenne parapedonali).

Il giudici danno l’ok

Per il Consiglio di Stato, è tutto in regola: la sicurezza stradale non viene pregiudiciata. Non è vero che, per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione, quelle pubblicità possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale.

Non è vero che possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia. E non è vero che possono arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione. E comunque, “l’amministrazione sarebbe stata tenuta a motivare puntualmente in ordine alla sussistenza concreta del pericolo per la sicurezza della circolazione determinato dalle installazioni pubblicitarie in questione”. Ma il Comune è stato troppo generico.