Ferrari Luce, con questa si fa la Storia
Forme spiazzanti, abitacolo per cinque e qualità assoluta. Promette una dinamica di guida mai vista. Costa oltre mezzo milione di euro
L’attesa è finita. La Ferrari Luce, l'auto più discussa, cliccata, odiata ancora prima di essere vista degli ultimi anni, finalmente si svela. E lascia a bocca aperta. Niente mezze misure, o piace o meno, ma la verità è che si tratta di un progetto così complesso che, prima di essere giudicato, va capito e guardato con occhi diversi rispetto a quelli che abbiamo usato finora per valutare un’auto.
Piattaforma completamente inedita, quattro motori, fino a 1.050 CV di potenza e una dinamica di guida mai sperimentata prima. Ancora, uno stile diverso, frutto della collaborazione con un collettivo di designer di derivazione industriale, e un abitacolo curato come su nessun’altra auto nella storia. La prima Ferrari elettrica è un’auto di gamma, non una serie speciale o a tiratura limitata, e si affianca alle altre, con un listino che parte da 550.000 euro e ordini aperti al momento della presentazione.
- Ferrari Luce, uno design che non lascia indifferenti
- Ferrari Luce, gli interni più curati di sempre
- Ferrari Luce, una dinamica di guida mai vista prima
- Ferrari Luce, il prezzo stratosferico
Ferrari Luce, gli esterni
Il design della nuova Ferrari elettrica porta la firma congiunta del Centro Stile di Maranello e di LoveFrom, la società fondata da Jony Ive — il designer a cui si deve l'estetica dell'iPhone. Le forme, però, non nascono da un esercizio stilistico: sono i tecnici di Ferrari ad aver definito le superfici affinché fossero funionali, lasciando a LoveFrom il compito di "vestirle". Il risultato è un'auto lunga 5,02 metri, larga 2 e alta 1,54 — cinque centimetri meno di una Purosangue — con una silhouette che si discosta nettamente dai render circolati in rete e che divide, proprio come spesso accade con le scelte più coraggiose.
Ferrari Luce
La priorità assoluta è l'efficienza aerodinamica: senza un V12 sotto il cofano, non aveva senso imporre proporzioni classiche, e il risultato è un Cx di 0,254, ottenuto senza ricorrere all'aerodinamica attiva — una scelta precisa, per non appesantire la vettura né spezzare la pulizia della carrozzeria. La cella abitativa, nera, ha una forma a goccia; sopra di essa si adagia la carrozzeria in alluminio, che si distacca dalla base seguendo esigenze funzionali: all'anteriore si genera una grande ala, mentre tra cofano e parabrezza la transizione è continua e senza interruzioni.
Ferrari Luce
Persino i tergicristalli sono stati riprogettati e brevettati per generare microvortici sui montanti senza disturbare il flusso d'aria. I cerchi, infine, sono i più grandi mai montati di serie su una Ferrari: 23 pollici all'anteriore, 24 al posteriore. E i fari? Tondi, come non si vedeva da tempo.
Ferrari Luce, gli interni
Gli interni della Ferrari Luce erano stati parzialmente svelati. Qui, l'apporto di Jony Ive è chiaramente riconoscibile, tanto nei dettagli degli accessori interni, come il trattamento degli allumini e dei vetri, quanto nelle grafiche e nelle animazioni dei display.
Ferrari Luce
Al contrario di quanto si poteva pensare, essendo la Ferrari più votata al comfort, non ci sono tanti schermi. Anzi, il passeggero anteriore proprio non ne ha uno dedicato, ma può far ruotare il display al centro.
Ferrari Luce
La vera novità, invece, sono i cinque posti: la Luce non ha un tunnel di trasmissione che impedisca al quinto passeggero di accomodarsi. Grande il bagagliaio, il più grande visto su una Ferrari, con una capacità di 597 litri.
Ferrari Luce
La cosa che sorprende più di tutto, però, è la qualità dei materiali. Al tatto, non c'è una cosa che sia spiacevole da toccare. Alla vista, pure: tutto è stato pensato per essere bello, anche se prelevato all'esterno dall'abitacolo. Penso siano gli interni meglio realizzati in assoluto nella storia dell'automotive mondiale.
Ferrari Luce, motori e batterie
Su ciascuna ruota è installato un motore dedicato, sviluppato e costruito a Maranello come da tradizione. Quelli anteriori toccano i 30.000 giri/minuto, i posteriori i 25.500. Si tratta di motori sincroni a magneti permanenti con flusso radiale, derivati direttamente da quelli della F80 e figli del know-how accumulato in Formula 1 e nel WEC: i posteriori erogano 310 kW, gli anteriori 105.
Ferrari Luce
La potenza, però, non arriva tutta e subito: è l'e-Manettino a definirla, modulando curva di coppia, tipo di trazione e prestazioni massime. La mappa Range, pensata per i lunghi percorsi, si limita a 320 kW con trazione posteriore e una velocità massima di 260 km/h. La Tour, quella dell'uso quotidiano, sale a 460 kW con trazione integrale. Con la Performance si arriva a 725 kW — 986 CV — integrale permanente e punta a 310 km/h. E poi c'è il Launch Control, che sblocca i 1.050 CV totali: 0-100 in 2,5 secondi, 0-200 in 6,8. Difficile restare indifferenti.
Ferrari Luce
Una delle idee più originali della Luce, però, sta dietro al volante. I paddle non gestiscono i rapporti — non ce ne sono — ma ridefiniscono la dinamica di guida attraverso quello che Ferrari chiama Torque Shift Engagement, una soluzione inedita nel panorama automotive. Con la paletta destra si scelgono cinque livelli di erogazione della coppia; con la sinistra, cinque livelli di freno motore. In ingresso di curva, quindi, si può modulare la coppia negativa, mentre in uscita si può calibrarela potenza in funzione del grip e del raggio. Non è la simulazione di un cambio: è qualcosa di nuovo, che promette di rivoluzionare la guida sportiva.
Il pacco batteria — progettato e assemblato a Maranello — lavora a 800V ed è un elemento strutturale della vettura. Il suo posizionamento abbassa il baricentro di quasi 95 millimetri rispetto alla Purosangue: Ferrari sostiene che l'effetto percepito equivalga a guidare un'auto alleggerita di 400 kg. Merito anche del Torque Vectoring sui motori indipendenti e dell'asse posteriore sterzante. Secondo gli ingegneri di Maranello, con il guidatore posizionato vicino all'avantreno, la guidabilità si avvicina a quella di una 296 GTB. Straordinario.
Ferrari Luce
I 15 moduli batteria sono sviluppati insieme alla coreana SK On. L'autonomia stimata è di 530 km in condizioni ideali. Ferrari garantisce powertrain e componenti per 8 anni a chilometraggio illimitato, ma c'è un dettaglio che vale la pena sottolineare: la struttura è già predisposta per accogliere moduli di nuova generazione, con tecnologie oggi non ancora diffuse. Un'architettura pensata per non invecchiare. La ricarica rapida arriva a 350 kW, ritenuta più che sufficiente per il cliente tipico, che nella maggior parte dei casi caricherà a casa.
Infine, il suono. Non è sintetico o campionato: un accelerometro capta le vibrazioni del powertrain elettrico e del sottotelaio elastico posteriore, un algoritmo filtra le frequenze più sgradevoli e restituisce — sia all'interno che all'esterno — solo le componenti acustiche più nobili. Disponibile su alcune mappe di guida, disattivabile del tutto nelle altre. Ferrari, nel dubbio, ha lasciato la scelta a chi guida.
Ferrari Luce
Ferrari Luce, i prezzi
Oltre mezzo milione di euro. Cinquecentocinquantamila euro, ad essere precisi. Senza considerare tutte le personalizzazioni disponibili, che saranno tantissime, tanto per i colori che per gli accessori interni. Non resta che giocare un po' con il configuratore ufficiale Ferrari.
Fotogallery: Ferrari Luce (2026)
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