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Elkann: “Nessuna fusione con Renault. Ma vogliamo salvare l’auto europea”

Elkann e De Meo tornano a parlare, escludono una fusione tra Stellantis e Renault e chiedono all’Unione di scegliere da che parte stare

John Elkann
Foto di: Motor1 Italy

Nessuna fusione in vista. Ma una convergenza strategica sempre più forte. John Elkann lo dice chiaramente sul palco del Future of the Car Summit organizzato dal Financial Times: “Non stiamo discutendo alcuna fusione con Renault”. Al suo fianco, Luca De Meo annuisce. Eppure, le affinità tra i due leader dell’industria automobilistica europea sono sempre più evidenti.

Dopo l’intervista a due voci pubblicata su Le Figaro, Elkann e De Meo tornano a lanciare un messaggio congiunto a Bruxelles. Un messaggio che suona come un ultimatum: l’Europa deve decidere se vuole ancora costruire auto, o se vuole limitarsi a comprarle dagli altri.

Radici comuni, sfide comuni

“Lavoriamo con Luca da molto tempo e abbiamo esperienze molto, molto comuni... Le nostre radici sono nelle piccole auto che sono state davvero la forza trainante della prosperità”, ha detto Elkann, facendo riferimento a modelli iconici come la Renault 5 e la Fiat 500. Ma oggi, ha aggiunto: “queste vetture sono cresciute come se fossero andate in palestra per anni: sono diventate costose, eccessive, e spesso fuori portata per il cliente medio”. Il problema? “Una sovra-regolamentazione che ha spinto i costi troppo in alto”.

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Foto di: Fiat
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Foto di: Renault

La sfida delle regole

Il presidente di Stellantis ha insistito su un punto centrale: servono meno regole, ma più chiare. “Quello che vogliamo è molto semplice, proprio quello che l'Unione Europea ha dichiarato di voler realizzare. Quindi, con l'omnibus, la semplificazione dei regolamenti. Se abbiamo meno regolamenti, possiamo assicurarci di costruire auto meno costose e quindi più accessibili.

Vogliamo certezza. Se avessimo pianificato di assicurarci di poter costruire auto secondo le normative che entreranno in vigore nel '25 in termini di percentuale di veicoli nuovi completamente elettrici. Quindi a zero emissioni che, tra l'altro, ha ridotto il mercato complessivo. E il 2035 è molto vicino. Vogliamo quindi la certezza dell'entrata in vigore di questa normativa che, anche in questo caso i Paesi europei e l'Unione Europea hanno dichiarato di voler applicare”.

Non è solo una questione di nuove auto. Elkann sposta l’attenzione su un fronte spesso ignorato nel dibattito pubblico: “Crediamo che l'incredibile opportunità per i Paesi europei e per l'Unione Europea sia quella di affrontare il tema delle emissioni, non concentrandosi sulle emissioni zero per le nuove auto, ma su come abbattere le emissioni dei 250 milioni di auto che oggi circolano nell'Unione Europea”.

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Europa, l'indecisa

Nel confronto con gli Stati Uniti e la Cina, Elkann non nasconde una certa ammirazione pragmatica: “Il Presidente Trump è molto chiaro su ciò che vuole ottenere per l'industria automobilistica... le azioni che si stanno mettendo in atto lo renderanno possibile”. La Cina? “Ciò che sta accadendo in Cina deve essere fonte di ispirazione, non di paura”. L’Europa, invece, appare ancora troppo indecisa.

E qui arriva la frase più netta: “L'Europa deve decidere cosa vuole fare... Vuole essere una nazione che costruisce auto o... che compra auto?”.

Una visione condivisa, ma industrialmente indipendente

Sul fronte industriale, Elkann ha escluso ogni ipotesi di fusione tra Stellantis e Renault. Ma la collaborazione su una linea comune di visione – che mette al centro l’equilibrio tra sostenibilità e accessibilità – si fa sempre più concreta. “Dobbiamo essere sicuri di poter fornire auto che la gente vuole comprare, ma che può comprare. E questa equazione, come ha detto Luca, è possibile”.

Una voce unica, quella di Elkann e De Meo, che si alza il tono  nei confronti delle istituzioni europee. A loro, il compito di rispondere alla domanda che chiude l’intervento di Elkann: “L’Europa vuole ancora costruire auto? Oppure vuole solo comprarle?”.