Vai al contenuto principale

De Meo sull'elettrico "Abbiamo bisogno di un po' più di flessibilità"

Il numero uno di Renault ha parlato del 2035 in Europa, dicendo che non bisogna rivedere gli obiettivi

Luca De Meo

Le vendite di auto elettriche in Europa stentano a decollare, anzi, a giugno hanno subito una flessione anche in mercati storicamente più affezionati ai veicoli a batterie. Numeri che però non devono far rivedere gli obiettivi della Commissione, con il ban a benzina e diesel fissato per il 2035. Anche se serve flessibilità su più fronti.

A ribadirlo è stato Luca De Meo, numero uno del Gruppo Renault, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Bisogna essere pronti

Il manager italiano ha infatti ricordato come

"Quando è stato deciso, due anni fa, la posizione della Francia e quella del Gruppo Renault era che il 2035 era troppo presto e che avremmo dovuto puntare piuttosto al 2040. Chiedemmo anche di rispettare il principio della neutralità tecnologica e che il per il calcolo delle emissioni di CO2 si considerasse l’intero ciclo di vita dell’auto, dalla culla alla tomba. E non solo la CO2 che esce dal tubo di scappamento. Su questi tre argomenti non ho cambiato idea"

Questione di tempistiche e non di contenuti dunque, sottolineando come 

"La verità è che non siamo ancora sulla giusta traiettoria per raggiungere il 100% di auto elettriche entro il 2035. Questa è la verità. Se i clienti non ci seguono, siamo tutti responsabili. Dobbiamo tagliare i costi"

Con la conferma di Ursula Von Der Leyen alla guida della commissione europea la data del 2035 potrebbe rimanere, anche se è già previsto una aggiornamento del 2026, quando i vertici europei potrebbero rivedere il calendario. Tuttavia De Meo ha chiarito come

"Ma non va strumentalizzato l’attuale rallentamento del mercato per abbandonare in modo puro e semplice l’obiettivo. Sarebbe un grave errore strategico. L’industria europea dell’auto ha investito decine di miliardi di euro in questa transizione. Li buttiamo dalla finestra? No. Il potere politico non può cambiare idea in un momento in cui tutti i nostri sforzi si stanno concretizzando con l’arrivo sul mercato di nuovi modelli. Non dobbiamo rifiutare il progresso.

Progresso che va verso l'elettrico ma che ha bisogno anche di altre soluzioni

"Nei prossimi 10 anni non ci saranno abbastanza veicoli elettrici per avere un impatto reale sulla decarbonizzazione. È opportuno spingere l’ibrido plug-in, come stanno facendo i cinesi. Alla roulette non puoi puntare tutto su un colore.

E a proposito di cinesi De Meo, interrogato sulla questione dei dazi, ha risposto

"I cinesi hanno visto molto presto l’occasione di un salto tecnologico con le auto elettriche, mentre da noi si discuteva ancora di diesel. Hanno preso una generazione di vantaggio. Ma non dobbiamo politicizzare il tema dei dazi. Per me è una questione tecnica e giuridica. Abbiamo le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio e dobbiamo rispettare il principio di reciprocità. [...] ((L'apertura di nuove fabbriche in Europa) Chiaramente è un tentativo di aggirare i dazi. Ma penso anche che dobbiamo trovare dei compromessi con i cinesi, perché l’industria cinese può portare molto all’industria europea, stimolandola con la concorrenza, e perché porta tecnologia e materie prime