A Modena si studia la guida connessa: ecco il progetto MASA
Pali della luce "smart" per migliorare la sicurezza e la viabilità e monoposto a guida autonoma: ecco tutti i segreti del MASA
Il progetto MASA (l'acronimo di Modena Automotive Smart Area) è molto più di un semplice laboratorio di ricerca.
È un ambiente reale in cui tecnologie di guida autonoma e connessa vengono validate nell’ambiente urbano e in contesti di mobilità reale, con diverse applicazioni pratiche pensate per migliorare sicurezza, efficienza e qualità della vita in città.
Si tratta di un cosiddetto "living lab" pubblico-privato attivo dal 2017 nel centro di Modena, nato da una collaborazione tra Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia e numerosi partner industriali e istituzionali.
I pali della luce più "intelligenti" al mondo
Il cuore del progetto è l’idea che l’innovazione sia efficace solo se testata in situazioni reali, coinvolgendo infrastrutture, veicoli, cittadini e amministrazioni. Questa visione porta MASA oltre la ricerca teorica, con infrastrutture, sensori e servizi concreti che già oggi sono presenti in diverse parti di Modena e sono capaci di dialogare tra loro per anticipare le tecnologie della mobilità del futuro e rendere le nostre città più sicure e smart.
Nello specifico, nel centro urbano di Modena è stata realizzata una infrastruttura con telecamere intelligenti, sensori e unità di comunicazione V2X (Vehicle-to-Everything) distribuiti su tutta l’area di circa 4 km² che costituisce la Smart Model Area.
In pratica, a bordo strada sono presenti dei pali "intelligenti" che integrano telecamere dotate di elaborazione edge, sensori termici e unità Road Side Unit (RSU) per la comunicazione bidirezionale con veicoli connessi.
Queste telecamere non si limitano a riprendere immagini: utilizzano intelligenza artificiale e computer vision per identificare, classificare e prevedere traiettorie di pedoni, ciclisti, auto e autobus. I dati sono completamente anonimi, vengono trattati in tempo reale e offrono una visione dinamica del traffico urbano.
A spiegare meglio il funzionamento è Carlo Augusto Grazia, ricercatore UNIMORE:
"Il nostro sistema raccoglie dati da tantissime fonti. Ci sono le telecamere classiche con formato RGB, telecamere termiche che rilevano solo la temperatura degli oggetti, le telecamere radar e il formato radio con le Road Side Unit.
Si usa anche la tecnologia wi-fi per rilevare dei dispositivi e tracciare il loro percorso. E' importante sottolineare che tutto questo avviene in modo completamente anonimo. Per esempio, nel caso delle telecamere, si registra esclusivamente il movimento degli oggetti e tutto questo non è salvato su alcun server.
Lo scambio di dati tra l'infrastruttura e i veicoli abilita degli scenari interessanti. In futuro potrebbero esserci veicoli connessi capaci di ricevere facilmente delle notifiche e degli alert dalle infrastrutture in un solo millisecondo. Ciò migliora la sicurezza perché permette di dare un supporto alle tecnologie ADAS già presenti sulle auto".
Un "gemello digitale" per studiare la città
Tutti i dati raccolti alimentano il Digital Twin del MASA, una mappa digitale tridimensionale della città in cui ogni elemento in movimento è rappresentato e monitorabile in tempo reale. Questo permette non solo di analizzare flussi di traffico e condizioni di mobilità, ma anche di sviluppare scenari di prevenzione degli incidenti più intelligenti: per esempio, un’auto connessa potrebbe ricevere un alert diretto se un pedone attraversa in un punto critico, migliorando le capacità degli ADAS già presenti sulle auto.
La connettività include tecnologie come V2I (Vehicle-to-Infrastructure) e una comunicazione a bassa latenza, fondamentale per inviare rapidamente - circa un millisecondo - i dati ai veicoli.
È stato attivato anche un sistema di supporto via webapp per smartphone, capace di informare automobilisti e ciclisti in pochi millisecondi di potenziali pericoli o situazioni anomale, accessibile anche da veicoli non dotati di tecnologie di bordo avanzate.
Questo approccio rende MASA un banco di prova ideale per testare e calibrare nuove tecnologie prima della loro diffusione commerciale, con evidenti ricadute sulla sicurezza nelle aree urbane densamente popolate.
Il responsabile del progetto MASA Marko Bertogna analizza nei dettagli il progetto con alcuni esempi pratici:
"Spesso si assiste a incidenti in città in cui un veicolo travolge un pedone o un ciclista che sbuca da un angolo cieco o da dietro a un altro veicolo. I sistemi ADAS qui possono intervenire in modo limitato. C’è bisogno quindi di sistemi connessi, capaci di avvisare in pochissimo tempo il veicolo e prepararlo a intervenire. In pratica, è la città che collabora col veicolo per la prevenzione e la sicurezza.
Un’altra applicazione di questo progetto è la possibilità di guidare da remoto dei veicoli a guida autonoma. Questi possono fare i conti con avarie o con degli ostacoli sul loro percorso. Un operatore da remoto può prendere il controllo e risolvere la situazione".
Le monoposto che guidano da sole
Parallelamente alla sperimentazione urbana, MASA non si limita alla città. Nel circuito privato dell’Autodromo di Modena a Marzaglia è stata attivata una Smart Dynamic Area: un’area di circa 15 km² dedicata alla sperimentazione di veicoli autonomi e connessi in un contesto controllato, sicuro e protetto.
Qui si testano sistemi V2X, sensori avanzati e software di guida autonoma con infrastrutture dedicate come RSU e telecamere intelligenti. È un ambiente fondamentale per validare algoritmi di guida autonoma e scenari complessi che non possono essere messi alla prova direttamente in strade aperte al pubblico.
Il laboratorio ha anche collegamenti con attività internazionali nel campo della guida autonoma: gruppi di ricerca di UNIMORE e partner hanno partecipato a competizioni come l’Indy Autonomous Challenge, dove monoposto autonome affrontano circuiti ad alta velocità sperimentando algoritmi capaci di gestire dinamiche estreme.
Queste esperienze non solo dimostrano che l’autonomia può essere efficace anche in contesti molto dinamici, ma permettono di trasferire competenze e soluzioni tecnologiche dalle piste ai contesti urbani di MASA, creando un ponte tra ricerca teorica, testing di alto livello e applicazioni reali.
Oltre la ricerca: una smart city reale
Il progetto MASA si configura come un ecosistema aperto e collaborativo, dove Università, Pubblica Amministrazione e imprese lavorano insieme per sviluppare soluzioni di mobilità smart, sostenibile e sicura.
I risultati attesi non si limitano alla guida autonoma: il progetto mira a migliorare la qualità della vita urbana, ridurre emissioni, gestire flussi di traffico, supportare nuovi servizi al cittadino e fornire strumenti di analisi e simulazione per pianificare la mobilità del futuro in maniera più intelligente.
MASA rappresenta oggi uno dei casi più avanzati in Europa per la sperimentazione delle tecnologie di mobilità del futuro in un ambiente urbano reale, con la possibilità di replicare questi modelli in altre città e creare un nuovo standard per città connesse, sicure e sostenibili.
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