Vai al contenuto principale

L’auto elettrica ha fallito? Intanto le case cambiano strategia

Honda, Mazda, Volkswagen, Stellantis, Ford e Porsche rilanciano ibride, benzina e diesel

L’auto elettrica ha fallito?
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Fino a poco tempo fa l'auto elettrica "era" al centro della strategia di prodotto. Adesso, un marchio dopo l'altro sta facendo marcia indietro. E che sia chiaro: ad oggi il divieto di vendere auto nuove con motore benzina o diesel nei Paesi UE dal 2035 è ancora la regola ufficiale. Certo, la legge potrebbe essere modificata nei prossimi anni, perché diversi governi e costruttori continuano a chiedere una revisione, e non si tratta solo dell'Europa, ma della strategia globale delle case auto.

Le vendite delle auto elettriche stanno crescendo, ma molto meno del previsto. Inoltre, i costi di sviluppo sono molto alti e in molti Paesi le infrastrutture di ricarica non sono ancora sufficienti.

A questo si aggiungono prezzi elevati per i clienti e margini ridotti per i produttori. Il risultato è una revisione generale delle strategie industriali che coinvolge marchi europei, giapponesi e americani.

Honda, Mazda e Volkswagen rallentano sull’elettrico

Uno dei casi più evidenti di questi ultimi giorni è quello di Honda, che ha registrato la prima perdita economica dalla sua quotazione in Borsa del 1957. L’azienda ha chiuso l’ultimo anno fiscale con una perdita operativa di circa 2,59 miliardi di dollari dopo aver accumulato quasi 10 miliardi di dollari di svalutazioni legate ai progetti elettrici.

<p>Honda N-ONE e, il teaser</p>

Honda N-ONE e, il teaser

Foto di: Honda

Per questo la Casa giapponese ha deciso di cambiare strada: niente più obiettivo di una gamma completamente elettrica entro il 2040 e sviluppo di 15 nuovi modelli ibridi entro il 2030. Il CEO Toshihiro Mibe ha spiegato la situazione in modo molto diretto:

"Dobbiamo fermare l’emorragia il prima possibile e aprire la strada a una crescita futura".

Anche Mazda ha rivisto i propri programmi, scegliendo di puntare meno sulle elettriche pure e più sulle ibride, confermando l’arrivo di tre nuovi modelli tra il 2028 e il 2030, oltre alla futura generazione della CX-5 con tecnologia full hybrid prevista già dal prossimo anno.

Volkswagen invece deve fare i conti con il ritardo della futura Golf elettrica, uno dei modelli più importanti per il piano EV del gruppo tedesco, e nel frattempo MINI ha abbandonato il progetto di diventare un marchio completamente elettrico entro il 2030. 

<p>Volkswagen ID. Golf, il primo teaser</p>

Volkswagen ID. Golf, il primo teaser

Foto di: Volkswagen

Ford sta preparando novità con motore termico per alcuni mercati e contemporaneamente un pick-up elettrico low cost che promette prestazioni da Mustang e che sta nascendo grazie a esperti di Apple e Tesla con l'obiettivo di competere direttamente con la Cina).

Ford prepara un pick-up elettrico low cost che va come una Mustang
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Allo stesso tempo, Stellantis ha annunciato che riporterà il diesel su alcuni modelli venduti in Europa già da quest'anno (tra i modelli coinvolti ci sono Peugeot 308, DS N°4, Opel Astra, Combo, Peugeot Rifter e Citroen Berlingo. Confermati anche diesel per DS N°7 e Alfa Romeo Tonale, Stelvio e Giulia). Il suo è un approccio multi-energia che cerca di adattarsi meglio alla domanda reale dei clienti e alle differenze tra i vari Paesi. Di fatto Stellantis ha costruito un’architettura industriale che consente di usare la stessa base tecnica per motori diversi, dai benzina agli elettrici, passando per mild hybrid, full hybrid e plug-in.

Toyota segue un approccio simile, ma nato dall’ibrido: il Full Hybrid è il cuore della sua offerta europea, affiancato da plug-in, elettriche e ancora alcune versioni benzina, così da offrire soluzioni diverse in base al mercato e alle infrastrutture.

E' così che rispetto ad altri gruppi, come pure Renault (che punta soprattutto sull’elettrico con il piano "futuREady"), Stellantis e Toyota risultano oggi più complete nella copertura delle varie alimentazioni, mentre anche diversi marchi premium stanno rivedendo i piani "solo elettrico" annunciati negli anni scorsi.

<p>Piattaforma APP Alpine</p>

Piattaforma APP Alpine

Foto di: Alpine

Anche i marchi premium cambiano idea

La frenata sull'elettrico, infatti, coinvolge anche i marchi di lusso e sportivi. Porsche ha confermato che continuerà a produrre auto con motore benzina anche dopo il 2030. Tra i progetti principali c’è la nuova Macan termica, affiancata da un SUV a sette posti inizialmente disponibile con motori tradizionali.

Rolls-Royce ha rallentato i propri piani elettrici e continuerà a puntare sul motore V12, mentre Bentley ha deciso di limitare a un solo modello elettrico il proprio programma entro il 2030.

<p>Le novità Mercedes per il 2026 e il 2027</p>

Le novità Mercedes per il 2026 e il 2027

Foto di: Mercedes-Benz

Nel frattempo Mercedes prepara oltre 30 novità entro il 2027, molte delle quali continueranno a utilizzare motori ibridi o termici. BMW invece lancerà sei nuovi modelli nel 2026 mantenendo una strategia che comprende benzina, diesel, plug-in hybrid ed elettrico.

Tutto questo sta accadendo mentre l’Europa discute sempre più spesso una possibile revisione dello stop ai motori termici previsto per il 2035. Questa fase si potrebbe quindi definire "più prudente", dove elettrico, ibrido e motore tradizionale continueranno a convivere ancora a lungo.