Stellantis cambia rotta e riporta il diesel in Europa
Dalla Peugeot 308 all’Alfa Romeo Giulia, il Gruppo amplia l’offerta a gasolio per rispondere alla domanda e sfidare i marchi cinesi
Stellantis torna a puntare sul diesel in Europa. Una scelta che segna un cambio di rotta rispetto agli obiettivi annunciati negli anni scorsi sull'elettrificazione totale della gamma e che arriva in un contesto di domanda inferiore alle attese per le auto elettriche, mentre l'Unione Europea ha progressivamente rivisto alcune tempistiche legate agli obiettivi sulle emissioni. Insomma, niente male!
A riportarlo è l'agenzia Reuters che cita le dichiarazioni ufficiali dell'azienda: "Abbiamo deciso di mantenere i motori diesel nel nostro portafoglio prodotti e, in alcuni casi, di ampliare l'offerta di propulsori". Una presa di posizione che fotografa una fase di profonda revisione strategica per il quarto costruttore mondiale per volumi, chiamato a reagire a un mercato europeo in difficoltà e a un'elettrificazione che procede più lentamente rispetto alle previsioni di pochi anni fa.
Diesel di ritorno su compatte, SUV e veicoli commerciali
Il ritorno del diesel riguarda diversi marchi del gruppo e interessa modelli di ampia diffusione.
Tra le auto coinvolte figurano la Peugeot 308 e la DS N°4, ma anche vetture e multispazio come Opel Astra , Opel Combo , Peugeot Rifter e Citroen Berlingo . Stellantis continuerà inoltre a proporre versioni a gasolio di modelli come la DS N°7 e le Alfa Romeo Tonale, Alfa Romeo Stelvio e Alfa Romeo Giulia , “in risposta a una domanda sostenuta dai clienti ”. Sul Qubo L poi, ne abbiamo parlato a Bruxelles.
| Marca e modello |
Situazione diesel |
| Peugeot 308 |
Reintroduzione |
| DS N°4 |
Reintroduzione |
| Opel Astra |
Reintroduzione |
| Opel Combo |
Reintroduzione |
| Opel Zafira |
Reintroduzione |
| Peugeot Rifter |
Reintroduzione |
| Citroën Berlingo |
Reintroduzione |
| Fiat Qubo L |
Reintroduzione |
| DS N°7 |
Confermato in gamma |
| Alfa Romeo Tonale |
Confermato in gamma |
| Alfa Romeo Stelvio |
Confermato in gamma |
| Alfa Romeo Giulia |
Confermato in gamma |
| Fiat Tipo |
Confermato in gamma |
Il diesel, che nel 2015 rappresentava circa la metà delle immatricolazioni europee, ha perso terreno dopo lo scandalo Dieselgate che coinvolse il gruppo Volkswagen, legato alla manipolazione dei test sulle emissioni.
Secondo i dati dell'associazione europea dei costruttori Acea, nel 2025 le auto a gasolio hanno pesato per il 7,7% delle nuove immatricolazioni , contro il 19,5% delle elettriche pure. Un crollo evidente rispetto al passato, ma che non ha azzerato la domanda, soprattutto tra chi percorre lunghe distanze o utilizza l'auto per lavoro, privilegiando autonomia elevata e consumi contenuti.
Strategia industriale e piattaforme multienergia
La scelta di mantenere e rilanciare il diesel si inserisce in una strategia più ampia di flessibilità produttiva. Il gruppo ha annunciato 22,2 miliardi di euro di svalutazioni e oneri legati al ridimensionamento dei piani sull'elettrico, dopo aver indicato in passato l'obiettivo di arrivare al 100% di vendite elettriche in Europa entro il 2030 e al 50% negli Stati Uniti. Tuttavia, la domanda in entrambi i mercati è cresciuta meno del previsto, spingendo l'azienda a rivedere tempistiche e priorità industriali.
In questo contesto assume un ruolo centrale l'approccio “multi-energia” , cioè la capacità di produrre sulla stessa piattaforma versioni benzina, diesel, ibride ed elettrica, adattandosi più rapidamente alle richieste del mercato. Una strategia già emersa nelle scorse settimane anche in relazione ai rapporti industriali con Toyota e all'evoluzione di alcuni modelli chiave, come raccontato in questo nostro approfondimento .
Il diesel diventa così anche uno strumento competitivo nel confronto dei marchi cinesi, oggi molto focalizzati su elettrico e ibrido plug-in e assenti nel segmento del gasolio. Per un produttore europeo come Stellantis, mantenere questa tecnologia significa differenziarsi e proporre modelli generalmente più accessibili rispetto alle versioni elettriche equivalenti.
Una mossa controcorrente rispetto a molti concorrenti che hanno abbandonato il diesel, ma che potrebbe contribuire a stabilizzare le vendite in una fase di forte trasformazione per l'intero settore automobilistico europeo.
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