Dieselgate: "Sia l’industria a pagarne le conseguenze, non i clienti"
Il ministro dell’ambiente di Berlino punta il dito contro i responsabili che costringeranno i cittadini a pagare per lo scandalo nei prossimi anni
“Non sono i proprietari delle auto a gasolio che devono pagare per lo scandalo Dieselgate, ma chi le ha costruite, imbrogliando sulle emissioni”. Parole dure quelle pronunciate da Svenja Schulze, ministro dell’ambiente tedesco, che condanna apertamente i gruppi coinvolti nello scandalo che ha investito il mondo delle quattro ruote nel 2015. “I tedeschi pensano di fare sempre tutto bene, ma non è così. Nella protezione dell’ambiente non siamo per niente i migliori”.
Non sono i cittadini a doverci rimettere
Attualmente si sta conducendo apertamente una battaglia nei confronti dei motori a gasolio, ma tasse e blocchi alla circolazione (vedi Roma e Milano, per esempio) per tutti i veicoli dotati di questa motorizzazione non sono la soluzione, sempre secondo Schulze, che aggiunge: "Così facendo si vanno a colpire gli obiettivi sbagliati, i cittadini che hanno comprato l’auto pensando che fosse in linea con i limiti imposti per salvaguardare l’ambiente. Perché devono essere loro a pagare?". Ancora: “Sono i produttori ad avere la responsabilità di avere, in parte, imbrogliato e aver venduto automobili con livelli di emissioni nocivi” ribadisce la Shulze, invitando inoltre le case coinvolte a provvedere alla sostituzione delle parti incriminate a proprie spese. Un punto di vista condivisibile, ma che lascia un solo dubbio: è giusto che a pagare, in termini economici, siano le aziende che hanno operato in maniera scorretta. La salute viene però prima di tutto, quindi se davvero il parco circolante è più inquinante di quanto si pensasse e limitazioni e blocchi aiutassero a migliorare l'aria che respiriamo (cosa tutta da dimostrare), anche solo parzialmente, forse sarebbe meglio metterli in atto.
La strada dell’elettrificazione
La soluzione? Secondo la Schulze è quella di cui si parla ormai da tempo: l'auto elettrica. Ma non è così facile, soprattutto pensando ad un Paese come il nostro, in cui ancora non abbiamo a disposizione una rete di colonnine di ricarica che si possa definire tale. Diverse case stanno studiando sistemi innovativi ed alternativi per poter giungere in modo graduale alla totale elettrificazione: prime tra tutte Skoda, con l’ibrido elettrico-metano della Vision X, e Mazda, che con il motore SkyActiv X promette l’efficienza del diesel con tutti i vantaggi del benzina.
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