La crisi di Stellantis? “Colpa di Tavares ed Europa”
Il ministro Urso attacca l’ex ceo e fa squadra col gruppo per riscrivere le regole Ue: “Rivedere gli obiettivi sull’auto elettrica”
La manovra correttiva, che riduce gli obiettivi di vendite a zero emissioni dal 100% al 90%, non basta: sullo stop a benzina e diesel nel 2035, l’Europa deve fare una retromarcia completa.
È asse Governo-Stellantis quello che va in scena alla Camera dei deputati, dove il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, risponde alle interrogazioni parlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e Azione a proposito dell’annuncio della “reimpostazione del business” da parte dell’azienda.
Una revisione – si legge nella nota emessa venerdì dalla società – figlia dell’esigenza di “soddisfare al meglio le preferenze dei clienti”, che “per stile di vita e necessità di lavoro”, trovano la “soluzione giusta” nei veicoli ibridi e nei motori termici avanzati.
Parola d’ordine: neutralità tecnologica
“La crisi di Stellantis, che ha riportato perdite per oltre 22 miliardi di euro, è da tutti attribuita al Green Deal e, in modo specifico, alla conduzione di Tavares (Carlos, ex ceo del gruppo, ndr), imponendo all’azienda la strada forzata dell’elettrico, con risultati che oggi sono fallimentari”, dichiara il ministro nell’Aula di Montecitorio.
“Lo ha evidenziato – continua Urso – lo stesso Filosa (Antonio, attuale ceo del gruppo, ndr), richiamando tutti alla realtà, cambiando in modo radicale la strategia industriale negli Stati Uniti e in Europa e chiedendo anche alla nostra Unione Europea di cambiare”.
“Ci attendiamo che al vertice sulla Competitività di Bruxelles emerga una larga convergenza sulla linea tracciata dall’Italia, affinché torni a prevalere la ragione e, con essa, la neutralità – cioè la libertà – tecnologica.
La strada è quella della flessibilità, con la revisione degli obiettivi di elettrificazione per le flotte aziendali e i veicoli pesanti, e quella del ricorso al made in Europe”.
Il 21 maggio prossimo, Stellantis presenterà anche il nuovo piano industriale.
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