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Un nuovo modello, la nuova 500 e non solo: i piani Stellantis per l'italia

Al Tavolo automotive, il gruppo conferma le strategie per l'Italia e, insieme al Governo, chiede ancora di rivedere il 2035

Fiat 500 ibrida
Foto di: Fiat

Stellantis conferma il suo "impegno per l'Italia", che anche in futuro rappresenterà un "punto di riferimento" della società. Parola di Emanuele Cappellano, responsabile europeo del Gruppo italo-francese, che interviene al Tavolo automotive di oggi (venerdì 30 gennaio 2026) convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

In un momento "non certamente facile" per le quattro-ruote, l'azienda vede già i "primi segnali positivi" della nuova gestione Antonio Filosa, chiamato alla guida dopo le dimissioni dell'allora ceo Carlos Tavares.

Ma su cosa punterà Stellantis per far ripartire il motore italiano?

Dalla 500 ai modelli compatti (ed economici)

"L'avvio della produzione delle nuove DS N°8 e Jeep Compass a Melfi e della nuova Fiat 500 ibrida a Mirafiori - spiega il responsabile europeo - permetterà, insieme agli altri modelli che lanceremo a partire da quest’anno, di aumentare la produzione già dal 2026".

Fiat 500 ibrida (2025)

Fiat 500 ibrida

Foto di: Fiat
DS N°8

DS N°8

Foto di: DS
Jeep Compass (2025), la prova su strada

Jeep Compass

Foto di: Jeep

A Mirafiori, entro il 2030, arriverà anche la "nuova generazione di 500". Spostandoci a Cassino, "stiamo gestendo la transizione legata al cambiamento della strategia rispetto al full-electric".

"Nel corso del 2026, a Melfi avvieremo la produzione prima di un nuovo modello DS e, successivamente, della nuova Lancia Gamma, entrambe con motorizzazione sia elettrica che ibrida.

Sempre a Melfi, entro il 2028 avvieremo la produzione di un nuovo modello".

Confermate anche le tre vetture che nasceranno a Pomigliano d'Arco (Nuova Fiat Pandina e due modelli su piattaforma STLA Small), mentre - aggiunge Cappellano - "stiamo lavorando per portare una nuova generazione della famiglia dei LCV di grandi dimensioni ad Atessa".

Piattaforma Stellantis STLA Frame

STLA Frame, una delle quattro piattaforme Stellantis

Foto di: Stellantis

Capitolo Gigafactory

Ancora da sciogliere, invece, il nodo-Gigafactory di Termoli. Sulla fabbrica di batterie per auto elettriche, Stellantis aspetta risposte da ACC, joint venture fra il Gruppo, Mercedes e TotalEnergies. Nel frattempo, in Molise, partirà la "produzione dei cambi e-DCT".

"Abbiamo deciso - specifica Cappellano - di investire sul futuro dei motori GSE, adattandoli ai requisiti delle normative tecniche ambientali (Euro7), per garantire la loro piena impiegabilità anche dopo il 2030 sull'offerta di gamma attuale e futura".

La gigafactory a Termoli

Render della gigafactory ACC di Termoli

Foto di: Stellantis

Per raggiungere gli obiettivi, però, servono "condizioni pro-competitive che ci permettano di affrontare la concorrenza, non solo extra-europea".

"Un esempio su tutti è rappresentato dal costo dell’energia, che insieme al costo del lavoro, restituisce un contesto industriale non attrattivo ai fini di nuovi investimenti in Italia. Questo ci penalizza".

In poche parole, azienda e Paese hanno bisogno di un "Piano per la competitività del settore automotive italiano" concentrato su tre punti:

  1. riduzione dei prezzi dell'energia, con attenzione sia al costo della componente energetica che agli oneri di sistema
  2. efficientamento del costo del lavoro, che premi chi fa innovazione e che riconosca le esigenze di un'industria in costante evoluzione e mutamento
  3. competitività della filiera, che va accompagnata verso innovazione e diversificazione

Battaglia 2035

Dal Tavolo, riemerge poi la piena sintonia fra Stellantis e Governo, rappresentato dal ministro (padrone di casa) Adolfo Urso, che aggiorna sulle mosse dell'Esecutivo in Europa dopo la parziale retromarcia sullo stop benzina e diesel nel 2035:

"Il cammino va ora completato coinvolgendo anche la Francia, con cui condividiamo Stellantis, per definire una posizione comune sul dossier auto.

La proposta di revisione del regolamento CO₂ presentata il 16 dicembre scorso dalla Commissione va nella direzione giusta, ma non è affatto sufficiente: abbiamo abbattuto il totem del 2035, ma non ci accontentiamo di dichiarazioni di principio; serve il pieno riconoscimento della neutralità tecnologica, lo sviluppo dei biocombustibili, risorse significative sulla filiera delle batterie e la tutela del Made in Europe".

Tavolo automotive (gennaio 2026)

Il ministro Adolfo Urso presiede il Tavolo automotive

Foto di: Mimit

Fa eco Cappellano: "Il nuovo pacchetto di misure per il settore dell'automotive presentato dalla Commissione a dicembre rappresenta un primo passo".

"Tuttavia, Il pacchetto è completamente privo delle misure urgenti necessarie per affrontare le minacce immediate che gravano sull'industria automobilistica europea e riportarla alla crescita".

L'argomento verrà affrontato nel prossimo Consiglio Competitività dell'Ue, in programma il 12 febbraio. Il 21 maggio sarà invece il giorno in cui il Gruppo svelerà il Piano industriale.

Tavolo automotive (gennaio 2026)

La protesta dei sindacati

Foto di: Motor1

Ma protestano i sindacati: "Bisogna togliere di mezzo l'idea che modificare la regolamentazione Ue risolva tutti i problemi", dichiara il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, che aggiunge:

"Quando abbiamo avviato questo Tavolo eravamo a 750.000 veicoli (prodotti in Italia, ndr) e l'obiettivo era di 1 milione di veicoli; oggi siamo a 300.000. Il problema del costo dell'energia è uno dei primi dati che abbiamo evidenziato e viene sollevato da tutte le imprese. Questa è un'emergenza".

Fra biocarburanti e incentivi

A proposito del target produttivo, il presidente di Anfia, Roberto Vavassori, riferisce a Motor1 che "non è stato dato un obiettivo numerico, ma è stata elencata l'assegnazione dei modelli stabilimento per stabilimento. Da maggio conosceremo anche i target".

"Non si tratta di arretrare sugli obiettivi ambientali, bensì di accompagnare la transizione, perché in Europa solo il 20% dei consumatori è disposto a investire in un veicolo elettrico. La percentuale deve aumentare passando anche per altre soluzioni alla decarbonizzazione, come i biocarburanti".

Tavolo automotive (gennaio 2026)

Roberto Vavassori, presidente di Anfia

Foto di: Anfia

Più bonus agli automobilisti è invece la richiesta di Fabio Pressi, presidente di Motus-E: "Gli altri grandi Paesi europei, come Francia, Germania e Spagna, hanno già attivato nuovi incentivi per le auto elettrificate a valle della presentazione del Pacchetto Auto della Commissione europea".

"Occorre una pianificazione strategica dei supporti alla domanda, che non devono distorcere il mercato, ma sostenerlo e accompagnarlo gradualmente verso l’elettrico. Accanto ai bonus per i privati, è indispensabile una profonda revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, che aiuterebbe le aziende e faciliterebbe la creazione di un mercato dell’usato elettrico ampio e variegato, a beneficio di tutti i cittadini".

Durante il Tavolo, il Ministero ha comunque presentato un Dpcm che programma le risorse del Fondo Automotive fino al 2030, per un totale di circa 1,6 miliardi di euro, destinato - specifica a Motor1 il presidente di Unrae, Roberto Pietrantonio - per circa il 75% a misure di carattere industriale (in particolare accordi di innovazione e contratti di sviluppo) e per il restante 25% a interventi a sostegno della domanda.

"Unrae - aggiunge - ha ribadito come, accanto agli incentivi diretti, risulti strategico intervenire in modo strutturale sulla fiscalità dell'auto, in particolare sulle flotte aziendali, che rappresentano il principale moltiplicatore per la diffusione dei veicoli a zero e basse emissioni".

Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae
Foto di: UNRAE

Nessun riferimento esplicito a trattative con produttori stranieri. Però, fa sapere Pietrantonio, in diversi interventi è stata sottolineata l'importanza strategica di attrarre nuovi investimenti industriali in Italia, creando un contesto competitivo, stabile e attrattivo per l'industria automotive, in una logica di rafforzamento della filiera nazionale ed europea.

"In questo quadro, Unrae ha richiamato il valore di politiche industriali orientate all'apertura, all'innovazione e all'integrazione nelle catene globali del valore, evitando approcci protezionistici che rischierebbero di rallentare la transizione e ridurre la competitività del sistema.

Qualora nuovi operatori decidessero di investire stabilmente nel mercato italiano, la loro eventuale adesione a Unrae avverrebbe, come per tutti gli Associati, nel rispetto dei requisiti statutari e della condivisione dei principi di correttezza concorrenziale, sostenibilità e impegno verso la decarbonizzazione".

L'incontro al Mimit arriva pochi giorni dopo la pubblicazione dei dati 2025 sulle vendite di auto in Italia (1,52 milioni; -2,1%) e sulle vendite di auto Stellantis nel continente (1,66 milioni nell’Unione europea e meno di 1,9 milioni nell'Europa allargata; rispettivamente -4,7% e -3,9%).