Siamo all’alba dell’era dei biocarburanti auto?
Fra accordi internazionali, richieste all’Europa e “sconti” sulle accise, l’Italia prepara il terreno per i biofuel, come l’HVO
L’Italia fissa la rotta: quadruplicare la produzione di biocarburanti entro il 2035 rispetto ai livelli del 2024. L’obiettivo è messo nero su bianco in Belem 4X, un accordo firmato dal nostro Paese alla COP30 (la conferenza sul clima dell’Onu) insieme a Brasile e Giappone.
“Occorre non replicare approcci ideologici che rischiano di danneggiare i nostri sistemi economici e sociali”, dichiara il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, che ribadisce “l’importanza del principio della neutralità tecnologica”.
“I biocarburanti sostenibili – continua – costituiscono una leva essenziale per decarbonizzare i trasporti”.
Biocarburanti anche dopo il 2035
Il riferimento va soprattutto ai cosiddetti “settori difficili da abbattere”, come aviazione, navigazione e veicoli da strada pesanti, dove l’elettrificazione risulta complicata. Ma il pensiero viaggia inevitabilmente nella direzione dei biocarburanti per auto, considerati l’alternativa economica alle vetture elettriche.
Probabilmente non è un caso che l’accordo con Brasilia e Tokyo abbia come data di scadenza il 2035, anno in cui, nelle intenzioni di Bruxelles, l’Europa vieterà la vendita di auto a benzina e diesel, per passare all’alimentazione 100% elettrica (o comunque a zero emissioni).
L’iniziativa si inserisce in un quadro che vede l’Ue alle prese con una retromarcia: mantenere in vita i motori a combustione dopo la metà del prossimo decennio, rifornendoli proprio con e-fuel e, forse, biocarburanti.
L’apertura è arrivata un mese fa per bocca di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione: “Stiamo valutando il ruolo dei carburanti a zero e basse emissioni nella transizione verso un trasporto su strada sostenibile”, le parole pronunciate all’antivigilia di un Consiglio europeo.
La data da cerchiare sul calendario potrebbe essere il 10 dicembre, quando l’Esecutivo dell’Ue presenterà una revisione normativa che autorizzerà la produzione nel continente di e-car, piccole ed economiche vetture a batteria ispirate alle kei-car giapponesi. Lecito aspettarsi che l’annuncio diventi occasione per svelare anche il futuro dei biocarburanti, quantomeno con una semplice anticipazione verbale.
Occhio di riguardo in Italia
Tornando in Italia, dicembre sarà il mese dell’approvazione della legge di Bilancio 2026. In materia di carburanti, il testo prevede il riallineamento delle accise su benzina e diesel, che pareggeranno a quota 0,6729 euro al litro (€/l), contro gli attuali 0,7134 €/l sulla verde e 0,6324 €/l sul gasolio.
Con un’eccezione, entrata in vigore il 15 maggio scorso e prossima alla conferma in Manovra: i biocarburanti ottenuti da sintesi o idrotrattamento (HVO) saranno soggetti a una tassa agevolata a 0,6174 €/l per 5 anni, quindi fino al 15 maggio 2030. Poi si vedrà.
Così l’Italia prepara il terreno a un futuro dell’auto diverso dal “tutto elettrico”. Siamo all’alba di una nuova era?
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