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L'Europa ha deciso (forse) sullo stop alle auto benzina e diesel

Ursula von der Leyen ha annunciato che la revisione del piano per il 2035 è anticipata entro fine 2025. E parla di neutralità tecnologica

Auto stop benzina diesel 2035
Foto di: Euronews

Tanto tuonò che piovve. Dopo mesi e mesi (anzi, anni) di discussioni - più o meno pacate - l'Europa ha deciso di anticipare la revisione dello stop alle auto benzina e diesel previsto per il 2035. Ad annunciarlo è stata la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

"A seguito dell'ultimo dialogo strategico ho deciso di accelerare la revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni entro la fine di quest'anno" ha scritto von der Leyen in una lettera ai leader dei 27 Paesi dell'Unione in vista del vertice previsto per il 23 ottobre.

Parola d'ordine: flessibilità

Ciò che chiedevano alcuni governi e costruttori e che finalmente - pare - essere stato accolto dalla Commissione Europea. Von der Leyen ha infatti sottolineato come

"Nella preparazione della revisione stiamo valutando il ruolo dei carburanti a zero e basse emissioni nella transizione verso un trasporto su strada a zero emissioni oltre il 2030, come gli e-fuel, - per i quali mi sono già impegnata nelle linee guida - e i biocarburanti avanzati"

Il tutto alla luce di un principio cardine: la neutralità tecnologica. Un altro pilastro sul quale si sono rette le critiche alla visione tutto elettrico proposta dalla UE. 

<p>Ursula von der Leyen</p>

Ursula von der Leyen

Foto di: Euronews

Cosa succederà?

Mancano poco più di 2 mesi alla fine del 2025 e la Commissione avrà un bel da fare per concertare le discussioni tra gli Stati membri, con da una parte chi da sempre preme per una maggiore flessibilità e la già citata neutralità tecnologica, dall'altra invece Paesi (scandinavi, Spagna e Portogallo) meno inclini a una revisione. Anche perché l'anticipare le discussioni sul 2035 rientra in un più ampio piano di revisione del Green Deal europeo, il piano di azioni volte ad abbattere le emissioni di gas serra, al fine di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. 

Rimane il fatto che già molti costruttori hanno abbandonato il piano di produrre solo auto elettriche entro la fine del decennio, con dietrofront più o meno clamorosi, ritardi di alcuni modelli e via dicendo. Porsche per esempio ha annunciato l'arrivo di un SUV con motori termici, Alfa Romeo ha ritardato la presentazione della nuova Stelvio (inizialmente prevista solo elettrica), Lancia ha confermato, fin dal lancio, la disponibilità di motori elettrificati per la nuova Gamma. Giusto per fare qualche esempio.

<p>Dacia Hipster, una concept che anticipa l'idea di una kei car elettrica di un brand europeo</p>

Dacia Hipster, una concept che anticipa l'idea di una kei car elettrica di un brand europeo

Foto di: InsideEVs.de

La sensazione è che l'Europa aprirà definitivamente la porta alla neutralità tecnologica, mantenendo comunque una preferenza verso l'elettrico, creando un sistema europeo sostenibile (specialmente economicamente, lato industria e consumatori) e che possa competere con i costruttori cinesi. Un esempio su tutti: il progetto delle kei car europee, piccole auto elettriche economiche prodotte all'interno dei confini dell'Unione Europea. Un progetto che trova d'accordo costruttori e politica. Resta da capire come e quando verranno create le basi burocratiche.