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Urso rilancia: neutralità tecnologica e fondi Ue per l’auto

Al Dialogo strategico automotive, il ministro delle Imprese ribadisce le posizioni dell’Italia e trova nuovi alleati contro il 2035

Il ministro Urso al Dialogo strategico automotive
Foto di: Governo italiano

Bosch annuncia 13.000 licenziamenti, Volkswagen taglia la produzione di auto elettriche e marchi di lusso come Bentley frenano i piani sulle zero emissioni: è in questo contesto che il Consiglio Competitività dell’Unione europea si aggiorna a proposito del Dialogo strategico sull’automotive. Con il ministro delle Imprese e del Made in ItalyAdolfo Urso, che vola a Bruxelles portando idee precise: “Bisogna decidere subito e farlo con chiarezza”.

La posizione del Governo è nota da tempo: “Sul dossier auto, l’Italia ha posto fin dall’inizio, con forza e coerenza, la necessità di rivedere le regole del Grean Deal. Da tre anni chiediamo all’Europa di agire, dall’inizio della legislatura. Un anno fa con un ‘non paper’ abbiamo chiesto di rimuovere l’ostacolo delle super-multe e di anticipare la revisione del regolamento CO2 a questo trimestre: entrambi obiettivi raggiunti. Ora però non è più tempo di discussioni o di rinvii”.

Migliorare la produzione in Europa

“Il dossier delle auto è un dossier strategico, perché l’industria automobilistica è la prima industria europea”, aggiunge il ministro, che ricorda poi come il settore rappresenti un “pilastro dell’economia, da cui dipendono milioni di posti di lavoro”, ribadendo anche la “necessità di un approccio pragmatico, che dia risposte puntuali per auto, veicoli leggeri, pesanti e flotte aziendali”.

 

Il timore legato alla vendita di auto solo elettriche è quello di “passare dalla dipendenza energetica dalla Russia a una dipendenza tecnologica con altri Paesi”. Come risolvere? Garantendo che “le batterie elettriche siano prodotte in Europa, con tecnologia sotto il nostro controllo per assicurare la resilienza del nostro continente e difendere la libertà di impresa rispetto alle minacce che incombono”.

Ma non solo. La ricetta Urso comprende pure un “Fondo misure specifiche per la transizione dell’automotive” e “strumenti innovativi per start-up e scale-up, combinando in modo flessibile risorse europee, nazionali e private”. In pratica, incentivi Ue.

Il ministro Urso al Dialogo strategico automotive

A margine del Consiglio Competitività dell’Ue, il ministro Adolfo Urso incontra singolarmente Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale

Foto di: Governo italiano

Sostegno da Germania, Francia e non solo

La parola d’ordine – ribadita e concordata anche in bilaterali con Germania, Francia, Svezia e Paesi Bassi – è “neutralità tecnologica”, cioè fare in modo che le auto a combustione rimangano nelle concessionarie europee anche dopo il 2035, alimentandone i motori con carburanti alternativi come e-fuel e bio-fuel.

“Il settore dell’auto – conclude il ministro – sta collassando in Europa: ogni giorno si annunciano chiusure di stabilimenti e migliaia di licenziamenti nell’intera filiera. È fondamentale affrontare con realismo, senza paraocchi ideologici, ma con flessibilità e pragmatismo, quello di cui necessita la nostra Europa”.