Mazda CX-5 (2026), perché comprarla e perché no
È comoda, fatta bene, offre tanto spazio e la dotazione tecnologica è di ottimo livello. È ibrida, ma non brilla in prestazioni
Nell’epoca del downsizing, Mazda va controcorrente con la CX-5 2026, un SUV medio ibrido che sotto il cofano nasconde un 2.5 a benzina. L'attuale è la terza generazione che, rispetto alla precedete, si evolve praticamente in tutto: nelle dimensioni, nel design, sia fuori che dentro e nella dotazione tecnologica. Ma non nel prezzo.
Scopriamo come è fatta, come va e quanto consuma con sotto il cofano l'unico motore al momento disponibile a listino, il mild hybrid da circa 140 CV.
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Dimensioni | Interni | Guida | Consumi | Prezzi
Pregi e difetti
Con questa nuova generazione, la Mazda CX-5 si è fatta più matura. È cresciuta nelle dimensioni, nello spazio a bordo e nella tecnologia, tranne che nell'unico elemento che avremmo voluto fosse rimasto sempre lo stesso, il prezzo. Per poco più di 35.000 euro ci si porta a casa un SUV che, a livello di offerta, soddisfa a pieno le esigenze di una famiglia, magari da abbinare a una seconda auto per gli spostamenti quotidiani in attesa di una versione più parca nei consumi in città rispetto alla 2.5 mild hybrid. Qualche dettaglio potrebbe essere migliorato, ma nulla che tolga alla CX-5 il ruolo di ottima alternativa ai soliti crossover.
Mazda CX-5 (2026), il posteriore
Dimensioni, bagagliaio e spazio
Partiamo dalle dimensioni: la Mazda CX-5 2026 è lunga circa 4,70 metri, alta quasi 1,70 e larga 1,86. Rispetto alla precedente generazione è cresciuta di oltre 11 cm: questo vuol dire che dentro c’è più spazio e anche il bagagliaio è bello grande.
Parte da poco più di 580 litri con il vano che è piuttosto regolare nelle forme. Il piano non può essere regolato su due livelli perché sotto lo spazio è occupato in gran parte dal subwoofer dell’impianto audio, ma qui entra comunque la cappelliera quando la si toglie. Per l’organizzazione generale ci sono due vasche laterali, una serie di anelli - ma nessun gancio - e una 12V, con gli schienali che possono essere abbattuti in configurazione 40-20-40 attraverso due leve.
Mazda CX-5 (2026), il bagagliaio
Anche dietro c’è tantissimo spazio - considerate che io supero il metro e 90 e sto veramente comodo -. I sedili sono morbidi e ben profilati e mi avanza qualche centimetro sia per la testa che per le ginocchia nonostante il sedile davanti sia regolato sulla mia altezza. Al centro c’è il bracciolo che ha due portabicchieri e volendo si può viaggiare anche in cinque anche se li tunnel alto toglie spazio ai piedi. Al centro ci sono le bocchette dell’aria, i comandi per il riscaldamento dei sedili e due prese USB.
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Le misure |
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Fuori |
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Lunghezza |
4,69 metri |
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Larghezza |
1,86 metri |
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Altezza |
1,69 metri |
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Passo |
2,81 metri |
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Dentro |
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Bagagliaio |
583 / 2.019 litri |
Plancia e comandi
Da una Mazda ci si aspetta razionalità nella configurazione dell’abitacolo e una qualità percepita superiore alla media, e questa CX-5 conferma le aspettative. Gli assemblaggi sono molto solidi e sono piacevoli gli accostamenti dei materiali. I sedili sono comodi e morbidi - su questa versione top di gamma anche riscaldati e ventilati - e personalmente mi piace il bicolore che rende più luminoso l'abitacolo grazie anche al contributo del tetto panoramico.
Mazda CX-5 (2026), la plancia
Per il resto, si percepisce come sia stato tutto pensato nei minimi dettagli, con i vani portaoggetti che sono tanti e grandi: davanti alla leva del cambio ci sono due portabicchieri vicino a una piccola mensola, e sul tunnel c’è la piastra per ricaricare ad induzione il telefono. Il bracciolo poi è ad apertura sdoppiata, ha due prese USB C all’interno e anche un piccolo spazio per far passare il cavo della ricarica. A livello di grandezza è nella media esattamente come le tasche delle portiere, che però non sono rivestite sul fondo, e come il cassetto davanti al sedile del passeggero.
Come va e quanto consuma
La Mazda CX-5 2026 non è piccola dato che parliamo di un SUV lungo quasi 4 metri e 70, il che potrebbe essere un “problema” solo quando si cerca parcheggio. Le manovre infatti sono semplicissime perché di serie ci sono i sensori sia davanti che dietro e salendo di allestimento si può avere il sistema di telecamere a 360° che ha un’ottima risoluzione. Fa comodo anche in fuoristrada perché è in grado di ricostruire elettronicamente ciò che passa sotto l’auto, per cui si sa sempre benissimo dove si vanno a mettere le ruote.
Come da tradizione Mazda poi si percepisce l’attenzione nei confronti del guidatore. La posizione di guida è ottima, molto regolabile sia per quanto riguarda l’escursione in profondità del volante che quella in altezza del sedile, e questo aiuta non solo a sentire meglio l’auto quando si alza il ritmo ma anche ad avere una miglior percezione degli ingombri in contesto urbano. Le superfici vetrate poi sono regolari per cui la visibilità è buona.
Mazda CX-5 (2026), la prova su strada di Motor1.com
Sotto il cofano di questa CX-5 c’è un 2.5 a quattro cilindri da 141 CV e 238 Nm di coppia massima mild hybrid abbinato di serie a un cambio automatico a 6 marce. La trazione di base è anteriore ma, come in questo caso, si può avere anche integrale. La potenza quindi non è elevatissima, con il motore che è reattivo al pedale e allunga bene anche se fa un po’ di fatica nel prendere velocità. Questo anche perché il cambio predilige la guida rilassata: è molto fluido ma quando gli si chiede qualcosa in più non è velocissimo soprattutto in scalata.
Gli manca quindi un po’ di spunto ma, per il rest,o è un’auto assolutamente piacevole da guidare. Lo sterzo trasmette un bel feeling, non è particolarmente preciso ma è progressivo e ha la giusta pesantezza, mentre l’assetto è equilibrato: assorbe bene le asperità in città, anche con i cerchi grandi non si sentono scossoni o vibrazioni, ed è solido il giusto tra le curve dove riesce a contenere bene i movimenti di cassa come il rollio e il beccheggio in frenata. Il che non è scontato quando si parla di auto alte.
Da un tasto sul volante poi si può cambiare modalità di guida: ci sono quella normale, la Sport e una dedicata all’offroad che ottimizza l’elettronica quando si viaggia su terreni sconnessi. Trazione integrale che, tra l’altro, entra in gioco anche tra le curve, perché Mazda ha sviluppato un sistema chiamato G-Vectoring Control Plus che interviene sulla ripartizione della coppia alle ruote per aiutare a chiudere le curve e migliorare la risposta dello sterzo.
Mazda CX-5 (2026), la prova su strada di Motor1.com
Un elemento poi che ho trovato molto curato è l’insonorizzazione. Il motore è sempre ben isolato dall’abitacolo, si sente un po’ quando si accelera tanto ma nulla che dia troppo fastidio, e anche il rotolamento delle gomme e i fruscii aerodinamici sono sempre lontani dall’abitacolo. Il merito è anche dei doppi vetri che sono di serie su tutte le CX-5.
Per quanto riguarda i consumi, in città abbiamo percorso poco più di 11 km/litro. In extraurbano si superano i 16 mentre in autostrada se ne fanno poco meno di 13,5. La media? Esattamente 13,5 km/litro che corrisponde a 7,5 litri/100 km.
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Versione provata |
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Motore |
Benzina + elettrico (mild hybrid) |
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Potenza |
141 CV |
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Coppia |
238 Nm |
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Cambio |
Automatico a 6 marce |
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Trazione |
Integrale |
Prezzi e concorrenti
La Mazda CX-5 2026 ha un prezzo di listino che parte da circa 36.000 euro. Il motore disponibile al momento è uno solo, il 2.5 mild hybrid, che può essere abbinato alla trazione integrale per 2.300 euro in più. Per quanto riguarda gli allestimenti, ce ne sono 3 o 4 a seconda di quante ruote motrici si scelgono con una differenza di circa 5-6.000 euro tra il primo e il top di gamma.
Mazda CX-5 (2026), la prova su strada di Motor1.com
Questa generazione di CX-5 è cresciuta tanto in lunghezza. Filtrando le possibili concorrenti per dimensioni, ci sono per esempio la Nissan X-Trail, la Omoda 7, la MG HS e la Citroen C5 Aircross, che è vero che possono contare su livelli più alti di elettrificazione ma sono leggermente più costose della Mazda. Hanno un prezzo simile ma sono più piccoli invece modelli come la Hyundai Tucson, la Kia Sportage, la Nissan Qashqai e la Toyota Corolla Cross che si possono avere mild, full e anche ibride plug-in. Sul mercato però di SUV ce ne sono veramente tanti per cui, listini alla mano, si ha l’imbarazzo della scelta.
Fotogallery: Mazda CX-5 (2026), la prova su strada di Motor1.com
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