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Fiat 124, la tre volumi italiana per eccellenza compie 60 anni

Presentata nel 1966, diventa da subito un grande successo, tanto da essere prodotta su licenza anche da altri marchi

Fiat 124 Berlina (1966-1975)
Foto di: Fiat

Quando si parla di berline italiane degli anni '60, la Fiat 124 occupa un posto speciale. Presentata nel 1966, si distingue da subito per un design essenziale, una meccanica semplice ma efficace e un’impostazione tecnica moderna per l’epoca.

Non punta sull’eccesso, ma sulla concretezza: trazione posteriore, peso contenuto e soluzioni intelligenti la rendono una delle auto più equilibrate del suo tempo. Non a caso conquista il titolo di Auto dell’Anno 1967 e diventa rapidamente un modello globale.

I primi passi

La storia della 124 inizia ufficialmente nel marzo 1966 al Salone di Ginevra. Il contesto è quello delle “Swinging Sixties”, ma la berlina torinese sceglie una strada diversa: niente eccessi stilistici, ma linee pulite e razionali.

Lunga 4,03 metri e con un peso di appena 855 kg, propone un classico schema a tre volumi, con superfici vetrate ampie e forme squadrate pensate anche per facilitare la produzione su larga scala. Dietro il progetto c’è l’ingegnere Oscar Montabone, che sviluppa una piattaforma moderna partendo quasi da zero.

Fiat 124 Berlina (1966-1975)

Fiat 124 Berlina (1966-1975)

Foto di: Fiat

Sotto il cofano debutta un quattro cilindri da 1,2 litri e 60 CV, abbinato alla trazione posteriore. Non sono numeri impressionanti, ma il peso contenuto e la buona distribuzione delle masse garantiscono prestazioni adeguate.

Il motore si distingue per la fluidità, grazie all’albero motore a cinque supporti, e per la capacità di adattarsi anche a carburanti di qualità non elevata. All’interno, l’abitacolo riflette lo stile dell’epoca: volante sottile, strumentazione semplice e materiali essenziali.

Il successo e l'evoluzione

Il successo commerciale della Fiat è immediato. La produzione parte con 200 unità al giorno e cresce rapidamente fino a 600 già entro l’autunno del 1966. Il prezzo competitivo la rende accessibile a un ampio pubblico, contribuendo alla sua diffusione capillare in Europa.

Fiat 124 Berlina (1966-1975)

Fiat 124 Berlina (1966-1975)

Foto di: Fiat

Nel 1968 la gamma si amplia con la versione Special, che introduce un motore 1.4 da 70 CV e migliorie tecniche significative, tra cui una più evoluta sospensione posteriore. Due anni dopo arriva la T Special, che porta sotto il cofano il motore bialbero da 80 CV derivato dalle versioni sportive. Un altro elemento distintivo è l’adozione dei freni a disco su tutte le ruote, una soluzione avanzata per il segmento in quegli anni.

Nel 1970 la Fiat viene aggiornata con un restyling che interessa frontale, coda e interni. Migliorano anche sicurezza e comfort, grazie a diversi interventi all'impianto frenante.

Fiat 124 Berlina (1966-1975)

Fiat 124 (1966-1975), la versione Giardinetta

Foto di: Fiat

Parallelamente, la famiglia 124 si espande con varianti iconiche come la Coupé e la Spider, quest’ultima disegnato da Tom Tjaarda per Pininfarina, che contribuiscono a rafforzare l’immagine del modello anche sul piano emozionale.

Il vero punto di svolta è però la diffusione globale. La Fiat 124 diventa la base per numerose produzioni su licenza in tutto il mondo. Il caso più noto è quello della VAZ-2101, prodotta in Unione Sovietica e costruita in oltre 15 milioni di esemplari. Ma la sua presenza si estende anche in Spagna, Turchia, India e Corea del Sud, rendendola una delle auto più diffuse di sempre.

La produzione italiana della berlina termina nel 1975, sostituita dalla Fiat 131 Mirafiori, ma l’eredità della 124 continua a vivere attraverso le sue numerose declinazioni e reinterpretazioni.