Viaggiare con un'auto elettrica è davvero così difficile?
Nell'ultimo episodio di "Come si guida un'elettrica" si parla di viaggi e lunghe tratte in full electric, tra falsi miti e "trucchetti"
Viaggiare in auto elettrica? Per carità! Tra colonnine e tempi di ricarica sarà sicuramente un'odissea. Ma siamo proprio sicuri che sia davvero così?
Certo, viaggiare a zero emissioni richiede una più elevata soglia di adattamento, necessita di un minimo di organizzazione, ma si può fare senza troppi patemi d'animo, e senza impiegare tempi biblici per raggiungere la propria destinazione. Ecco, proprio questo è l'argomento di questo quinto - ed ultimo - episodio di "Come si guida un'auto elettrica".
Pianificare è la regola d'oro
Con le distanze coperte dalle attuali auto elettriche si possono affrontare piuttosto in scioltezza anche viaggi di una certa portata, tenendo conto che però se dovessimo rimanere fuori per più giorni sarà importante pianificare e ottimizzare l'itinerario in base alle soste. Questo non significa però dover programmare ogni singolo chilometro del tragitto: è sufficiente valutare il percorso nella sua interezza.
In questi casi, viene in aiuto l'infotainment di bordo che permette di pianificare attivamente il tragitto e le eventuali soste di carica. A seconda dei sistemi, l'informazione può essere più o meno accurata. Quello di cui abbiamo bisogno idealmente è sapere il numero di soste che dovremo effettuare, l'eventuale disponibilità di ricarica a destinazione ed il tempo di sosta per ogni carica, oltre alla carica residua una volta a destinazione.
Sfruttate il vostro smartphone
Oltre al software di bordo, si può far ricorso a varie app che permettono di impostare il proprio percorso dettagliata. Una su tutte - ad oggi - è "A Better Route Planner", che permette di avere una visione chiara e completa di quanto tempo serve per ricaricare ad ogni sosta, con quanta energia si giunge alla colonnina predisposta per la carica e la destinazione finale.
Attenzione però, perché queste app non consentono di prenotare o far partire direttamente una ricarica. Per questo aspetto serve passare per le app di carica, che stanno via via stringendo accordi per lavorare in roaming, come dei veri e propri hub, senza dover ogni volta aprire un servizio specifico di un singolo gestore.
Cosa portarsi dietro in viaggio?
Cosa bisogna portarsi dietro dunque quando si viaggia in elettrico? Non molto in realtà: è sufficiente un cavo di ricarica Tipo2 - Mennekes che permetta di sfruttare eventuali colonnine in corrente alternata. Attenzione però, questo tipo di ricarica va sfruttato nel caso di soste prolungate - per un pranzo o una visita in città - altrimenti si perderebbe troppo tempo. Nel caso di sosta veloce, ci si può affidare alle colonnine rapida in corrente continua, che hanno già integrato il cavo.
E' poi bene avere con sé anche il cavo di ricarica con presa Schuko, per un’eventuale "rabbocco", o "biberonaggio" tramite una presa domestica, qualora vi troviate in casa di amici o in qualche struttura turistica priva di wallbox o colonnina.
Se proprio siete degli scrupolosi, potreste portarvi dietro un connettore di carica Scame, per adattarsi anche alle prese industriali. Per il resto? Lo smartphone ed eventuali tessere per la ricarica. Nulla di più.
Fotogallery: Come si guida un'auto elettrica
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