La fase di ricarica, croce e delizia: dalle potenze di accumulo alle tipologie dei connettori, dalle applicazioni tramite smartphone, alle soluzioni di pianificazione per non rimanere intrappolati in tempi biblici, la ricarica è un momento fondamentale per l'automobilista a zero emissioni.

Proprio la ricarica è la protagonista di questo nuovo episodio della nostra serie "Come si guida un'elettrica"; un universo particolare e variegato, questo, che cercheremo di spiegare in maniera semplice e diretta.

I connettori

Elemento cardine, fondamentale di qualsivoglia ricarica elettrica è il cavo con relativo connettore, differente in base alla tipologia di carica stessa. Saperli riconoscere è fondamentale e non a caso già in passato ne avevamo parlato durante un episodio di Electric Coach su InsideEVs.it.

Il primo da tenere a mente, è il classico cavo con presa schuko e preferibilmente con regolatore di intensità, che permette di ricaricare direttamente alla presa domestica. Ancor di più, prendete familiarità con il connettore di tipo 2 - o Mennekes - da collegare alla eventuale wallbox.

Quello che DEVI SAPERE prima di guidare un'auto ELETTRICA

Un cavo con connettore Mennekes si utilizza sempre con ricariche in corrente alternata AC in ambiente casalingo certo, ma anche in ambito pubblico, sfruttando le apposite colonnine AC con carica fino a 22 kW. Per questo motivo, il consiglio rimane sempre quello di portarlo con voi sempre nel bagagliaio.

Rimanendo in tema di cavi e connettori, è fondamentale saper riconoscere anche gli esemplari per la ricarica in corrente continua. Questi sono già collegati alle cosiddette colonnine "fast" e sono facilmente riconoscibili dal connettore chiamato CCS Combo2 o, in casi più rari, per i connettori con standard ChaDeMo, comune alle auto giapponesi. Uno standard, quest'ultimo, che sta via via scomparendo nel Vecchio Continente ed in America.

Come gestire la carica da casa con l'app

Come si può gestire una ricarica casalinga a distanza? Molto più semplicemente di quanto si possa pensare: una volta parcheggiata la propria vettura e attaccato il cavo di carica - qualora la carica non sia "plug and charge", dunque con la carica che parte in automatico - si può gestire l'inizio della carica ed il flusso tramite applicazione del fornitore di energia o dell'auto stessa, impostando il limite di carica massima e l'amperaggio.

Quello che DEVI SAPERE prima di guidare un'auto ELETTRICA

L'abbonamento e la card

In caso di ricarica da colonnina, il consiglio iniziale è quello di attivare degli abbonamenti con dei fornitori di energia. Un suggerimento utile è quello di sfruttare anche App che permettano di raccogliere i servizi di vari fornitori, fungendo da hub, da contenitori.

Si può anche far ricorso ad una card legata al vostro abbonamento, da richiedere una volta sottoscritto il contratto.

Quanto tempo serve per ricaricare?

Finalmente siamo giunti alla domanda topica, quella che qualsiasi automobilista a zero emissioni si è posto almeno una volta: "quanto tempo serve per ricaricare?". La risposta non è evidentemente univoca. Concettualmente, con una sola presa domestica - e dunque con meno di 3 kW di potenza disponibili - si può arrivare anche a superare le 24 ore.

In tanti effettuano - non a caso - l'aumento di potenza casalinga a 6 kW con una wallbox, sfruttando quindi circa 4.5 kW per ricaricare. A quel punto con circa 8 ore di carica, si può avere a disposizione il mattino seguente un'autonomia di ulteriori 150-200 km.

Quando si carica dalla colonnina, la variabile temporale rimane legata alla potenza ed alle vostre necessità, oltre che al caricatore di bordo. La Volkswagen ID.3, ad esempio, permette di ricevere 11 kW in corrente alternata e 125 kW in corrente continua, e questa è una variabile fondamentale per la scelta: con una colonnina da 22 kW di potenza, potrete ricaricare a 11, con una da 250 kW, potrete arrivare a 125 kW.

A quel punto la domanda rimane una: "di quanti chilometri ho bisogno?". La risposta si lega al tempo necessario che può variare da un'ora, un'ora e mezza, fino anche a 15-20 minuti.

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