Suzuki Celerio, citycar tutta sostanza

Sono quasi tutti premium, ormai, secondo le dichiarazioni degli uomini del marketing: si contano sulle dita di una mano le Case automobilistiche che, in fase di lancio di un nuovo modello, non facciano riferimento a questa “parola magica”. L'analisi dei fatti, spesso, rivela tutt'altro, ma questo è un altro conto... E poi ci sono aziende come la Suzuki, emblema della concretezza. Nel comunicato di presentazione della Celerio, vettura di segmento A che se la vedrà, tra le altre, con Fiat Panda, Hyundai i10, Renault Twingo e i trittici Seat Mii, Skoda Citigo, VW up! e Citroën C1, Peugeot 108 e Toyota Aygo. Non ci sono termini roboanti né riferimenti a chissà quali ispirazioni di segmento superiore. Una filosofia di comunicazione che rispetta in pieno lo spirito della vettura, che nasce come Maruti Suzuki, in India, per un mercato in cui gli automobilisti pensano a tutto tranne che allo sticker sulla carrozzeria o alle lucine sul tetto della vettura, tanto per dire.


Poche, semplici linee


L'abito fa il monaco, nel caso della Suzuki Celerio: il suo design ricalca fedelmente ciò che mi ero immaginato, sapendo che la vettura è stata concepita per il mercato indiano. Carrozzeria bicolore? Luci a led? Passaruota da big-foot? Nulla di tutto ciò: deve ottimizzare ogni millimetro e tagliare il superfluo. Ecco dunque un portellone praticamente verticale, a tutto vantaggio della capacità di carico; un muso – corto...