Volkswagen Golf GTE, il lupo e l’agnello

Prima è arrivata la Golf GTI, poi è stato il turno della GTD e oggi è giunto il tempo della GTE, prima Golf ibrida plug-in ad arrivare sul mercato (gennaio 2015) con un prezzo indicativo di 37.000 euro. La sigla della Volkswagen Golf GTE è volutamente ispirata a quella della sportiva compatta nata nel 1976, ma la nuova ibrida alla spina che ho provato in anteprima a Zurigo ha una doppia anima, efficiente e dinamica. A livello di prestazioni pure la GTI è ancora inimitabile, non fosse altro per l'appagamento sonoro del 2.0 TSI, ma aver infuso nella Golf GTE una tale polivalenza di utilizzo mi pare un risultato eccezionale, del tipo "buona la prima". A Wolfsburg si sono messi d'impegno per non sfigurare di fronte a Toyota, inventori dell'ibrido moderno, e ci sono riusciti anche con la Golf GTE dopo l'ottima Audi A3 Sportback e-tron che ho già provato su strada. E poi i 50 km di autonomia elettrica sono veri, ottenibili senza particolari cautele da economy run.

Look da GTI del futuro

Già al primo sguardo la Golf GTE sembra voler dire: guardami, sono elettrificata ed efficiente, ma so appagare le tue brame di sportività! I cerchi Serron da 18" hanno un design a ventola che si sposa bene con i dettagli blu "elettrici" che pennellano l'interno dei fari, la calandra, le pinze freno e persino le cuciture e il tessuto quadrettato dei sedili. Altro tocco di classe sono i fari full LED e le luci diurne a LED sagomate a "C" come q...