Prendere una fuoristrada, cambiare le etichette e venderla con otto marchi differenti. Ecco la storia del SUV giapponese

Forse qualche grande appassionato di fuoristrada conosce già la storia che sto per raccontarvi, ma sono sicuro che tutti gli altri rimarranno a bocca aperta. Se non conoscete la Isuzu Trooper, sappiate che probabilmente è l'auto più “fotocopiata” dell'intera storia dell'industria automotive, dove con questo termine si intende non che un pianale e una meccanica comuni siano stati rivestiti con carrozzerie diverse, ma proprio che la stessa auto sia stata venduta con marchi e nomi diversi solo cambiando le targhette sulla carrozzeria. Nel caso della Trooper se ne contano ben sette, che salgono a otto se oltre alla prima si considera anche la seconda generazione del modello.


Due generazioni e venti anni di carriera


Originariamente la Trooper è un progetto dello specialista giapponese in fuoristrada Isuzu, marchio nell'orbita General Motors già dal 1972 e poi controllato a partire dal 1999. Le radici del progetto Trooper affondano alla fine degli anni Settanta, visto che la prima generazione fu commercializzata tra il 1981 e il 1991, mentre la seconda rimase in vendita fino al 2002. Si trattava di una fuoristrada classica, con il telaio a longheroni e la carrozzeria separata, con la trazione posteriore e l'anteriore inseribile, con le ridotte e il ponte rigido posteriore. La prima serie della Trooper venne venduta in varie parti del mondo – a partire dal Giappone - con i marchi GM Holden e Chevrolet; nel primo caso si chiamava Jackaroo, nel secondo manteneva il suo nome.


Una vera giramondo


Ma non è tutto, perché alcuni accordi commerciali della Isuzu esulavano da quelli in essere con General Motors, quindi ecco la cessione della Trooper anche alla Subaru e alla Ssangyong. Con questi marchi si chiamava rispettivamente, Bighorn e Korando Family. La seconda generazione, poi, arrivò anche in Europa, come Opel e Vauxhall Monterey (facendo anche da base per l'inedita Frontera) mentre negli Stati Uniti divenne anche Acura SLX e Honda Horizon. Una vera giramondo, dunque, che ha montato motori di ogni tipo, a benzina e diesel, 4 e sei cilindri, con cilindrate comprese tra 2 e 3.5 litri; in entrambe le serie sono esistite due versioni, una 3 porte a passo corto e una 5 porte a passo lungo.

Isuzu Trooper, l'auto più “fotocopiata” del mondo

Foto di: Alessandro Vai