Si chiama "Giugiaro e il suo percorso" e sarà visibile fino al 26 febbraio 2017, dopo essere stata inaugurata ieri

A 78 anni compiuti, dopo una carriera nel settore automobilistico iniziata nel 1955, è ancora possibile raccontare qualche aspetto non conosciuto su Giorgetto Giugiaro? Per farlo basta cambiare prospettiva, spostando il fulcro dai suoi lavori alla sua carriera: in tal modo verranno fuori curiosità e aspetti meno conosciuti, a partire dal suo amore per le moto da trial, che utilizza nei giorni di ferie e che lo hanno portato ad organizzare un viaggio-avventura in Africa. Il lato più intimo di Giugiaro è visibile da ieri nella mostra “Giugiaro e il suo percorso”, organizzata al Museo dell’automobile di Torino, dove sono raccolti documenti, fotografie e reperti talvolta sconosciuti al grande pubblico, come il primo diploma conseguito in disegno tecnico, disciplina a cui si dedicò su insistenza del padre.


Percorso suddiviso in dieci aree tematiche


La mostra sarà visitabile fino al 26 febbraio 2017 ed è stata curata dallo storico dell’automobile Giuliano Molineri, dal giornalista Giosuè Boetto Cohen e dal direttore del Museo, Rodolfo Gaffino Rossi, che di Giugiaro è stato collega per breve tempo alla Fiat. Il percorso di visita è suddiviso in dieci sezioni. Per prima si trova quella chiamata Garessio, dal nome della città cuneese in cui nacque Giugiaro, dove si trovano fotografie dell’epoca e immagini della sua casa natale. Poi si passa alle aree Generazioni, Grammatica e Golia, dal nome d’arte di uno fra i suoi primi maestri di disegno, che gli avrebbe insegnato ad utilizzare il gessetto, gli acquerelli e gli olii. Dopo questo periodo Giugiaro entra in Fiat e conosce Dante Giacosa (Giacosa è il nome della quinta area), allora direttore tecnico dell’azienda, che intuisce il suo talento e fa cominciare la sua grande carriera. La visita prosegue con le sezioni Ghiribizzi, Guru, Ginevra ’63, Gallery e Genetica.


Bertone e il periodo degli Alpini


Giugiaro era presente all’inaugurazione della mostra e ha raccontato una serie di aneddoti prendendo spunto dalle immagini esposte. Uno fra quelli più divertenti risale a quando lavorava per Bertone. Il designer vi entrò nel 1959, a 21 anni, età in cui a quell’epoca si doveva assolvere il servizio militare. Bertone promise a Giugiaro che lo avrebbe sgravato dell’incombenza qualora fosse andato a lavorare per la sua azienda. Giugiaro accettò, ma un giorno si vide recapitare a casa la lettera di convocazione degli Alpini. Bertone non aveva mantenuto la promessa, alquanto impegnativa, ma si era adoperato per farlo rimanere vicino alla sua azienda, a Bra, dove affittò un appartamento e lo mise a lavorare nei momenti di libertà. Fra le automobili esposte c’è anche una rarissima Volkswagen Golf GTI di prima generazione a cinque porte, costruita in soli due esemplari, che l’azienda allestì e gli regalo vincendo le sue resistenze sul fatto che a quell’epoca avesse già una famiglia e che pertanto non sapesse quando utilizzare la versione di serie (a tre porte).


Gli orari d’apertura


Il Museo dell’Automobile di Torino si trova in Corso Unità d’Italia 40 ed è aperto tutti i giorni della settimana, seppur con orari differenti: il lunedì è visitabile dalle 10 alle 14; il martedì dalle 14 alle 19; il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 10 alle 19; il venerdì e il sabato dalle 10 alle 21. Il biglietto intero d’ingresso costa 12 euro, quello ridotto 8 euro.

Giugiaro, a Torino una mostra sulla sua carriera