IVA detraibile sulle auto aziendali: appello al Governo
Il Centro Studi Promotor: “Società italiane penalizzate”
È di nuovo allarme IVA detraibile sulle auto aziendali. A lanciarlo è il Centro Studi Promotor, che fa un appello al Governo. La situazione di partenza è che, in base alle regole europee, esiste il regime di detraibilità integrale dell’IVA sulle auto.
Può darsi tuttavia che l’Esecutivo chieda all’Unione Europea il rinnovo della deroga all’integrale detraibilità dell’IVA sulle auto acquistate dalle aziende e dagli altri titolari di partita IVA. Se così sarà, dice la Promotor, le auto aziendali in Italia continueranno a costare molto di più che nel resto d’Europa, con tutto quello che ne consegue per la competitività delle nostre aziende nei confronti dei partner dell’UE.
Un esempio concreto
Cosa significa in soldoni? Facile: prendiamo una vettura del prezzo senza Iva di 30.000 euro. Costa 30.000 euro in Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e nella quasi totalità dei paesi della UE. Ma costa 33.960 euro in Italia per il fatto che soltanto il 40% dell’IVA è detraibile. Anche per la deducibilità degli ammortamenti delle auto aziendali vi sono limitazioni: in Italia, la quota ammortizzabile è di solo 3.615 euro.
In Germania, Spagna e nella maggioranza degli altri Paesi UE è invece ammortizzabile l’intero costo sostenuto. Risultato: in Italia il costo al netto della detrazione dell’IVA e della deduzione degli ammortamenti è di 30.345 euro, mentre in Germania, Spagna e nella maggior parte degli altri Paesi europei è zero, conclude la Promotor.
Quote mercato: la situazione
Ecco perché l’incidenza delle immatricolazioni di auto aziendali sul totale delle vendite di auto nel 2018 è stata solo del 43% in Italia. Siamo la maglia nera, considerando il 64% della Germania, il 56% del Regno Unito, il 50% della Francia e il 48% della Spagna. La palla passa adesso al Governo: raccoglierà l’appello del Centro Studi Promotor?
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