Prima di conoscere l'ottava generazione, ricordiamo le tappe principali della sua storia: innovazione per innovazione

Quando si dice Volkswagen Golf si fa breccia nell’immaginario di un pubblico vastissimo. Quanto vasto? Più o meno, in 45 anni, sono state oltre 30 milioni le persone che hanno scelto la tedesca come compagna di viaggio per andare a lavoro o portare i figli a scuola. Versatile, solida, alla portata di molte tasche e concreta.

Nata, tra le altre, dalle matite di Giugiaro, De Silva e Flavio Manzoni, il successo di Golf si è consolidato a tal punto da diventare l'auto più venduta in Europa e per Wolfsburg è stato sempre più difficile rinnovare "un'icona" mantenendo concorrenziale il rapporto prezzo/offerta. Bisogna infatti considerare che le rivali sono sempre più numerose e agguerrite. Prima di scoprire cosa ci porterà di nuovo la Golf VIII, rivediamo tutte le novità che sono state introdotte generazione dopo generazione.

Golf Mk I e il diesel… aspirato

La Golf per definizione. Disegnata da Giorgetto Giugiaro, venne lanciata a Wolfsburg il 29 marzo del 1974 e in soli due anni arrivò ad un totale di 1,5 milioni di unità vendute. Nel 1976 la Golf D dette inizio alla dinastia del diesel con l'aspirato.

La cilindrata all'esordio era di 1,4 L e la potenza raggiungeva i 50 CV, con velocità massima che arrivava a 140 km/h. successivamente la cilindrata passò a 1,6 L e la potenza crebbe a 54 CV.

Volkswagen Golf, tutte le novità

Golf Mk II e la trazione integrale Syncro

Una novità tecnica che permise alla seconda generazione di espandere ancora di più il proprio terreno di conquista. Oggi la sigla che tutti conoscono è 4Motion, ma la trazione integrale sulla Golf è arrivata con questa versione.

A metà anni 80 la Golf era sempre più apprezzata anche da chi in inverno aveva bisogno di un'auto con 4 ruote motrici ma a un buon prezzo.  

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Golf Mk III e lo Stop&Start

Non solo, con questa generazione è arrivato anche l'ambito premio auto dell'anno nel 1992. Riguardo la tecnica, fu il motore 1.9 L diesel da 64 CV nello speciale allestimento Ecomatic, a introdurre il sistema start e stop, che si attivava premendo il pedale del freno nelle soste. Il motore si spegneva, per poi riaccendersi rilasciando il pedale.

Meno consumi e emissioni, ma anche meno durata di componenti come il motorino d'avviamento e la batteria. Durante questo periodo la Volkswagen sponsorizzò le tournée internazionali di artisti di fama internazionale e per ampliare l'impatto pubblicitario mise sul mercato degli allestimenti speciali dedicati: la Golf Pink Floyd Edition (1994), la Golf Rolling Stones Edition (1995) e la Golf Bon Jovi Edition (1996).

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Golf Mk IV e il DSG

Direct shift gearbox. Arriva sul quarto capitolo uno degli elementi tecnici più apprezzati di tutto il gruppo. Il cambio automatico a doppia frizione che per la prima volta vide la strada sulla R32, la versione più sportiva con il motore V6

Questo fu una delle introduzioni più importanti sulla Golf, visto che la fece entrare nelle grazie di clienti più facoltosi rispetto alla media e anche i miglioramenti sul motore diesel, con il passaggio dalla pompa rotativa alla pompa iniettore, fecero si che questo modello riscosse un notevole successo.

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Golf Mk V e il GPL 

Anche in questo caso le novità erano molte, a partire da sistemi di assistenza alla guida più precisi ed evoluti, fino al comparto sospensioni posteriori, che adesso contava su un multilink a 4 bracci per aumentare il confort e la precisione durante la guida.

Tra le altre novità c'era l'introduzione della versione GPL. Il motore 1.6 a iniezione indiretta, già presente sul precedente modello, fu riproposto anche in versione Bi-fuel, alimentato appunto a GPL. Il carburante veniva immagazzinato in una bombola toroidale inserita sotto il vano bagagli al posto della ruota di scorta.

Volkswagen Golf, le foto storiche

Golf Mk VI e il fari LED

Saranno Walter De Silva e Flavio Manzoni a curare l'estetica del sesto volume della Golf, che si ripresenta con una linea più tesa ma sempre familiare e fedele alla tradizione. Oltre ad alcuni aggiornamenti tecnici sotto la carrozzeria e all'interno dell'abitacolo la differenza più marcata erano le nuove tecnologie di illuminazione. 

La fanaleria LED poteva essere acquistata come optional sia all'anteriore che al posteriore e pur non ricoprendo un ruolo primario in questo ambito è stata molto importante per la casa al fine di studiare il riscontro del pubblico ed evolvere la fanaleria per le generazioni successive.

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Golf Mk VII e il l'Active Info Display 

Dopo aver maturato una certa raffinatezza sotto molto aspetti tecnici, la Golf torna a concentrarsi sull'ambiente interno e stavolta cerca di rendere la vita più semplice possibile al conducente. A debuttare, infatti, c'è la strumentazione totalmente digitale. 

Un optional che si chiama Active Info Display e che da lì a poco avrebbe contagiato tutto il resto della gamma. Si tratta di uno schermo che arriva fino a 12", a seconde del modello, e che permette di monitorare con chiarezza tutti i parametri relativi alla vettura. Molto probabilmente, gran parte del lavoro che vedremo nella generazione in arrivo si concentrerà proprio su questo aspetto. 

Volkswagen Golf, le foto storiche

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