A dirlo è uno studio di AlixPartners, che prevede ritorni non immediati a fronte degli oltre 200 miliardi spesi

Come evolverà il mercato delle auto nei prossimi sei anni? E’ noto che ad influenzarlo sarà l’arrivo in modo massiccio delle auto elettriche, per le quali i produttori spenderanno fiumi di denaro, ma quali ripercussioni avrà una transizione così drastica per i conti economici delle case automobilistiche e di chi lavora nel loro indotto? 

Le risposte a queste domande sono al centro di uno studio della società di consulenza AlixPartners, intitolato “Nuova mobilità, vecchie sfide”, presentato questa mattina a Milano nel corso di #FORUMAutoMotive, tavola rotonda organizzata dal giornalista Pierluigi Bonora.

Un "conto" da quasi 250 miliardi

Dallo studio è emerso che i costruttori spenderanno in tutto il mondo oltre 200 miliardi di euro entro il 2023 per le auto elettriche, ai quali andranno sommati circa 45 miliardi per le tecnologie di guida autonoma. 

Almeno in una prima fase questa mole enorme di investimenti avrà un impatto negativo sui conti economici delle case automobilistiche, perché inizialmente le vendite di auto elettriche resteranno limitate: stando all’indagine, i modelli ibridi plug in ed elettrici saranno almeno 230 nel 2025 (contro i 62 di oggi), ma gli automobilisti continueranno a preferire vetture con motori tradizionali.

Questa tendenza è negativa non soltanto per il mancato ritorno degli investimenti, ma anche perché le emissioni medie di CO2 per costruttore non scenderanno come voluto dall’Europa - l’obiettivo per il 2025 è una media di 81 g/km fra tutti i modelli di un marchio -, esponendo le case a multe miliardarie.

In Italia le elettriche non "sfonderanno"

Emblematico il caso dell’Italia. AlixPartners stima che le vendite nel nostro Paese resteranno stabili intorno a 2,1 milioni di nuove auto l'anno, un dato non troppo lontano da quello del 2018, ma nel 2025 le elettriche saranno appena 8 su 100 (erano lo 0,1% nel 2018, dato Unrae). Una crescita significativa, ma all'apparenza non così consistente. La previsione è che le auto diesel saranno 36 ogni 100 vendute nel 2025, contro il 51% dell’anno scorso, ma ad approfittare della flessione saranno principalmente le auto benzina e ibride.

Concessionari e officine dovranno reinventarsi

L’indagine non è ottimistica nemmeno per concessionari e officine, il cui giro d’affari è destinato a ridursi sensibilmente non appena le auto elettrica prenderanno piede, a causa della loro maggiore semplicità rispetto a quelle con motori a pistoni.

AlixPartners stima un calo fino al 20% dei ricavi e al 20% del margine lordo, considerato che il 35% della manutenzione programmata per i motori odierna non verrà più effettuata. Per questo motivo, è scritto nello studio, al fine di mantenere la redditività i concessionari dovranno esaminare criticamente la loro struttura dei costi attuali e cercare nuove fonti di reddito.