I numeri uno Mike Manley e Carlos Tavares hanno parlato dell'accordo

Poche ore dopo la firma dell’accordo per la fusione, i numeri uno di FCA e PSA, rispettivamente Mike Manley (nella foto, a sinistra) e Carlos Tavares (a destra), hanno partecipato ad una teleconferenza con investitori, media e azionisti per illustrare i benefici e le conseguenze dell’accordo.

I due manager hanno ribadito l’importanza strategica dell’intesa, che mette le basi per la nascita del quarto gruppo mondiale dell’auto, un colosso che l’anno scorso ha venduto 8,7 milioni di auto e generato ricavi per 170 miliardi di euro, in grado di sviluppare maggiori sinergie e di condividere spese di acquisto, fornitura e progettazione. Ma non solo: FCA e PSA possono operare in modo più capillare nelle varie parti del mondo.

L'unione fa la forza

“Questa fusione rappresenta una grande opportunità per raggiungere una posizione ancora più forte nel settore – ha dichiarato Tavares, nominato amministratore delegato della nuova società –. Sono pienamente convinto che grazie al loro immenso talento e approccio collaborativo, i nostri team saranno in grado di massimizzare le performance con energia ed entusiasmo”. Manley gli ha fatto eco, sostenendo che “questa è l’unione di due società con marchi incredibili e persone appassionate e competenti. Entrambe hanno affrontato momenti di estrema difficoltà e ne sono uscite ancora più agili, intelligenti e formidabili”.

 

I nuovi modelli? Dal 2021 tutti elettrificati

I due hanno poi risposto alle domande, dribblando quelle – le più frequenti – su nuovi modelli e sull'utilizzo delle varie piattaforme. Manley e Tavares tuttavia hanno mostrato un’eloquente slide, in cui è scritto che dal 2021 tutti i modelli di entrambe le società avranno almeno una versione ibrida o elettrica.

Tavares, inoltre, è stato molto chiaro nel rispondere alla domanda di chi gli ha chiesto come può la nuova società ottenere un flusso positivo di cassa fin dal primo anno, quando in teoria dovrebbe affrontare spese e costi mettendo le basi per i risparmi degli anni futuri. Il manager ha spiegato che già oggi c'è un'idea molto precisa dei risparmi che può ottenere la nuova società

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