Pirelli, per i 70 anni arriva il nuovo Cinturato P7
Porta migliorie nell'handling sul bagnato e nel comfort acustico, oltre che sulle asperità
"Lo pneumatico con la cintura di sicurezza": così era pubblicizzato da Pirelli negli Anni '50 quello che sarebbe diventato il "Cinturato". E oggi, a 70 anni esatti dal primo debutto sul mercato, ecco arrivare l'ultima novità in gamma: il Cinturato P7.
Catalogato come estivo ad alte prestazioni, il nuovo prodotto Pirelli si propone di superare i compromessi tra efficienza e sicurezza: in particolare, gli ingegneri hanno lavorato per ciò che riguarda le prestazioni sul bagnato, come un ridotto spazio di frenata, e altrettanto sul comfort di bordo.
Meno compromessi
Come già accennato, uno degli aspetti presi più seriamente è l'handling sul bagnato: il Cinturato P7 è quindi meno incline a finire in aquaplaning, e registra fino a 4 metri in meno di spazio di frenata partendo da una velocità di 100 km/h.
In più, la resistenza al rotolamento è diminuita di una classe (circa -12%), permettendo un consumo di carburante del 4% inferiore (ciclo WLTP), un comfort acustico migliore e una maggiore capacità di assorbimento delle asperità della strada.
Sempre grazie al ridotto attrito nel rotolamento, il chilometraggio massimo percorribile aumenta circa del 6%; i pneumatici Cinturato sono disponibili in versione Run Flat ed anche Elect - ovvero ottimizzate per le auto elettriche e ibride plug-in.
Fotogallery: Pirelli Cinturato P7
Dal 1950 verso il 5G
La storia del Cinturato inizia nel 1950, quando Pirelli ha introdotto la struttura radiale con elementi di rinforzo metallici. All'epoca non portava ancora il nome "Cinturato", che gli viene dato negli Anni '70 dopo l'arrivo della cintura in nylon e l'utilizzo nei Rally, arrivando all'evoluto P Zero sviluppato per la Lancia Delta S4.
L'ultima rivoluzione di Pirelli è uno pneumatico in grado di "sentire" e trasmettere informazioni riguardo alla strada attraverso la rete 5G anche alle altre auto: quando le infrastrutture con questa connessione saranno diffuse in modo più esteso e capillare, sarà un passo in più verso la guida più sicura e, oltretutto, per quella autonoma.
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