Auto a benzina e diesel con lo sconto di 3.500 euro, ma manca la copertura degli 800 milioni di euro

Anche se le vendite di auto in Italia sono ai minimi storici (-23,1% a giugno) e stentano a riprendersi dalla crisi economica del post Coronavirus, il Governo sembra sempre più indeciso e lento nel proporre nuove misure di sostegno al settore come incentivi allargati ed Ecobonus maggiorato.

Si allungano infatti i tempi per la conversione in legge del Decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020, che grazie ad alcune modifiche importanti (i famosi emendamenti) dovrebbe contenere anche un inedito Ecobonus per l'acquisto di tutte le auto Euro 6, sia a benzina che diesel e ibride.

Tempi stretti per la conversione in legge entro il 18 luglio

Secondo il programma del governo il Decreto Rilancio con relativi emendamenti doveva essere discusso a Montecitorio venerdì 3 luglio 2020, ma entro le ore 20 dello stesso giorno è attesa la chiusura delle votazioni da parte della Commissione Bilancio della Camera.

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Per questo motivo la conferenza dei capigruppo alla Camera ha stabilito che il dibattito in Senato si terrà mercoledì 15 luglio alle ore 15. Questa serie di ritardi ha portato ormai ad una situazione d'emergenza perché i tempi per la conversione in legge del dl Rilancio sono sempre più stretti. Entro sabato 18 luglio il decreto deve essere convertito in legge, pena la decadenza del provvedimento da 55 miliardi di euro.

Ecobonus allargato fino a 3.500 euro per tutte le auto

Delle migliaia di emendamenti presentati da maggioranza e opposizione (qui i principali per l'auto) l'unico rimasto in piedi è ormai solo quello a firma Gianluca Benamati (Pd) presentato da Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e uguali, riformulato sulla base di un accordo col Movimento 5 Stelle, da sempre orientato a incentivare solo auto elettriche o ibride ricaricabili. Lo sconto massimo è stato abbassato da 4.000 a 3.500 euro.

  Con rottamazione Senza rottamazione Note
Emendamento Benamati
(2020)
3.500 euro
(auto usata ≥10 anni)
1.750 euro

Nuova auto Euro 6
CO2 ≥61 g/km

Se prima l'emendamento chiedeva un nuovo incentivo da 2.000 a 4.000 euro per le auto Euro 6 con emissioni di CO2 uguali o superiori a 61 g/km (quindi benzina, diesel, ibride, GPL e metano non ricomprese nell'Ecobonus), ora il contributo è sceso leggermente. Il nuovo testo "Benamati" propone infatti 3.500 euro di incentivo in caso di rottamazione, con 1.500 euro da parte dello Stato e 2.000 euro di sconto dal venditore, cifra che scende a 1.750 euro senza rottamazione; in questo caso si può ipotizzare un contributo statale di 750 euro a cui si aggiungono 1.000 euro di sconto dalla rete vendita.

Più soldi per l'attuale Ecobonus?

A parte il fatto che parlare di auto nuove Euro 6 è fuorviante, visto che da settembre 2015 si possono immatricolare solamente auto Euro 6, occorre dire che questo abbassamento dei contributi statali è stato deciso in accordo coi 5 Stelle per poter contestualmente aumentare le cifre dell'attuale Ecobonus.

Emissioni di CO2 Ecobonus senza rottamazione Ecobonus con rottamazione
0-20 g/km 4.000 euro 6.000 euro
21-60 g/km 1.500 euro 2.500 euro

Al momento non è però dato sapere se i 500 euro e i 350 euro risparmiati sugli sconti alle auto "normali" verranno direttamente riversati sull'Ecobonus. Questo prevede ad oggi che chi rottama una vecchia auto e compra un'auto nuova con emissioni di CO2 da 0 a 20 g/km (elettriche e a idrogeno) abbia diritto ad uno sconto di 6.000 euro e di 2.500 euro per l'acquisto di un'auto fra 21 e 60 g/km (ibride plug-in). Senza rottamazione i contributi scendono rispettivamente a 4.000 e 1.500 euro.

Rischio slittamento causa mancanza di fondi

Un pesante ostacolo che si pone davanti all'approvazione di questa modifica al dl Rilancio è quello delle coperture finanziare, ovvero i soldi a disposizione dello Stato. Per il 2020 servirebbero 400 milioni di euro, mentre per l'intero schema degli incentivi auto (Ecobonus + Ecobonus allargato) servirebbero addirittura 800 milioni di euro.

Incentivi auto, Italia e Europa a confronto

Quello della copertura finanziaria è un problema davvero nodale per tutta la questione incentivi auto perché i citati 800 milioni di euro andrebbero oltre la capacità dello stesso Decreto Rilancio.

Questo significa che, con grande danno per tutto il settore auto stretto fra incertezze e crisi globale, l'introduzione dei nuovi incentivi auto col dl Rilancio potrebbe saltare, finendo in un successivo decreto basato su uno scostamento di bilancio ancora tutto da approvare.

Il tutto con gravi conseguenze per il settore auto che in Italia arranca e nel resto d'Europa viene sostenuto da cospicui incentivi.