Paraurti modificati e struttura rinforzata. Ecco le concept creati per capire come soddisfare i requisiti di sicurezza di 50 anni fa

Se al giorno d’oggi la sicurezza sembra passare sempre più attraverso soluzioni attive, che sfruttano l’elettronica e i milioni di dati provenienti dai diversi sensori e radar per limitare al massimo gli incidenti in modo preventivo, 50 anni fa l'industria dell'auto affrontava ancora il problema dal punto di vista strutturale

Nel 1968 in particolare, l'autorità del traffico degli Stati Uniti (DOT) aveva avviato un programma per lo sviluppo di veicoli sperimentali di sicurezza (ESV) e indetto una "Conferenza tecnica internazionale sulla sicurezza avanzata dei veicoli" (ESV - Conferenza tecnica per una migliore sicurezza dei veicoli).

Il problema e la soluzione

La fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 non erano in effetti un buon periodo per conducenti, ciclisti e pedoni, come emerge dai dati sull'elevato numero di morti su strada in molti paesi europei. In Germania, ad esempio, nel 1970 ci furono circa 20.000 morti in incidenti stradali (a titolo di paragone, nel 2019 ce ne son ostati 3.059). 

Nello stesso anno, furono dunque definiti i primi requisiti che avrebbero dovuto essere soddisfatti dai veicoli sperimentali di sicurezza: impatto anteriore e posteriore contro una barriera rigida a 80 km/h e un impatto laterale con un albero a 20 km/h. I veicoli di prova avrebbero dovuto anche resistere a piccoli incidenti a 16 km/h senza deformazioni permanenti nella parte anteriore e posteriore.

E così aziende come Volkswagen, Mercedes (che ci lavorava in realtà già da qualche anno) e Fiat si misero al lavoro, cercando di soddisfare i requisiti e iniziando a concentrare le proprie attenzioni sulle strutture di sicurezza.

Fiat E.S.V. Prototyp (1972) – Fiat 179
Fiat E.S.V. 1500 Prototyp (1972)

Il progetto Fiat ESV

Nel 1970 Fiat avviò il suo progetto ESV (Experimental Safety Vehicle) E alla fine di maggio 1972, alla terza "International Technical Conference" di Washington, presentò il primo prototipo con queste caratteristiche, denominato ESV 1500. La cifra indicava il peso in libbre americane, corrispondente a circa 680 kg.

Derivato dalla Fiat 500, il concept era dotato di diverse zone di deformazione che lo facevano assomigliare alla 850. In effetti, se la struttura del corpo rinforzata era rimasta invisibile, le enormi appendici protettive sui lati e gli elementi in plastica deformabile nella parte anteriore e posteriore avevano generato un aspetto piuttosto discutibile. Inoltre, dato il peso maggiore, i tecnici italiani decisero di equipaggiare la ESV 1500 con pneumatici da 135 mm al posto di quelli da 125 mm della 500.

Fiat E.S.V. 2500 Prototyp (1973)
Fiat E.S.V. 2500 Prototyp (1973)

L’evoluzione dei prototipi

Durante la quarta conferenza sulla sicurezza che si tenne a marzo 1973 a Kyoto, in Giappone, Fiat presentò l’evoluzione del suo progetto con due veicoli sperimentali: l'ESV 2000 e l'ESV 2500. Anche in questo caso, i numeri indicavano in libbre il peso che era di 900 e 1.130 kg rispettivamente. Questa volta, però, i due prototipi erano basati sulle Fiat 128 e 124.

A differenza della piccola ESV del 1972, c'era una struttura della carrozzeria completamente nuova e resistente agli urti. Questo ha contribuito molto all'aumento di peso, circa 45% in più rispetto alle loro basi originali. Come in precedenza, le vetture erano dotate di enormi paraurti integrati in plastica nella parte anteriore e posteriore per migliorare la protezione dei pedoni che hanno aumentato la lunghezza di 20 centimetri, mentre le fasce protettive sui lati hanno aggiunto 5 centimetri alla larghezza del veicolo.

Fiat E.S.V. 2000 Prototyp (1973)
Fiat E.S.V. 2000 Prototyp (1973)

La produzione di serie

Nel 1974 FSO, un’azienda automobilistica polacca, scelse il prototipo ESV 2000 della Fiat come base per un nuovo modello. Il designer Zbigniew Watson si unì a Walter de Silva per adattare il progetto ESV alle dimensioni della Fiat 125 e per progettare gli interni e tutti i dettagli della carrozzeria. E così, dal 1978 la Fiat ESV 2000, in una variante modificata, iniziò ad essere prodotta in serie sotto il nome di FSO Polonez

Fotogallery: Fiat E.S.V., il futuro della sicurezza Anni '70