I restomod sono fatti per stupire e far nascere un effetto nostalgia prorompente nel cuore di chi li ammira e - sono pochi i fortunati - di chi se le può mettere in garage. Eppure la Mini firmata dalla canadese Specre Vehicle Design non sembra poi nulla di che. Lo stile è quello dell'originale pensata da sir Sir Alec Issigonis, eppure qualcosa non torna.

Quelle prese d'aria sistemate sulle fiancate posteriori suggeriscono un qualcosa di insolito: la presenza di un motore dietro l'abitacolo. Ed ecco che si inizia a capire come la Mini protagonista di questo restomod sia davvero speciale e l'effetto wow è assicurato. Vediamo come.

Dal Giappone all'Inghilterra

Si, là dove la Mini originale ospitava i (pochi) bagagli ora riposa un motore e nel portello fanno capolino i 2 scarichi laterali. Nella fattispecie il propulsore è un 2.0 4 cilindri benzina Honda K20, accreditato di 230 CV, tutti scaricati a terra dalle ruote posteriori. Una Mini rwd, a stravolgere un universo che l'ha sempre vista tirare con l'asse anteriore.

E se la potenza non vi sembra così esagerata - l'ultima Mini John Cooper Works GP tocca i 306 CV - aggiungete un peso in ordine di marcia pari a 771 kg. Un piccolo missile con cambio manuale a 6 marce e tante modifiche estetiche e meccaniche - come l'assetto completamente rifatto e i 4 freni a disco - a far lievitare il prezzo fino a 153.000 euro.

Ci si comprerebbero più di 3 Mini GP, ma non si avrebbe una piccola bomba lunga poco più di 3 metri e con abitacolo dal design curatissimo.

 

Minimal ma ricchissimo

In abitacolo si celebra il matrimonio tra anima giapponese del motore e stile inglese: legno intagliato a mano a unirsi alla fibra di carbonio, le cromature e i sottili sedili sportivi verdi e neri. Design minimal ed elegante illuminato dal tetto panoramico (fisso) in cristallo.

Mini Spectre Type 10

Il debutto della speciale Mini Spectre Type 10 è atteso alla Monterey Car Week (6 - 15 agosto 2021), per poi essere disponibile per gli ordini.

Fotogallery: Mini Spectre Type 10