Dopo la crisi dei chip, sembra in arrivo un’altra tempesta per il mondo dell’auto. Le tensioni tra Europa e Russia e il calo nelle forniture di gas potrebbero portare presto alla crisi del vetro, un materiale essenziale in numerose industrie.

Volkswagen, riporta il Wall Street Journal, è già corsa ai ripari riempiendo i magazzini di parabrezza e finestrini in vista di un possibile crollo nella produzione di queste componenti.

Niente gas, niente vetrerie

Immaginarsi una Volkswagen Golf uscire dallo stabilimento senza vetri potrebbe far ridere alcuni, ma il rischio che si verifichi una nuova crisi dei materiali diventa ogni giorno più concreta.

Volkswagen Golf 8 (2019) Cropped Lead
Volkswagen Golf

Le industrie specializzate nella produzione del vetro (sia esso destinato alle auto, all’edilizia o al mondo della tecnologia) sono tra le più energivore dell’intera Unione Europea e per operare a pieno regime richiedono enormi quantità di gas.

La forte dipendenza del Vecchio Continente dalla Russia potrebbe trasformarsi in una seria minaccia per l’intero comparto del vetro, soprattutto se i flussi non aumenteranno o (peggio) dovessero interrompersi del tutto nelle prossime settimane.

Lo scenario in Europa

Tanto per fare un esempio, il birrificio tedesco Veltins si è mosso in anticipo acquistando 50 milioni di bottiglie di vetro (pari a un anno di stock) e noleggiando nuovi magazzini.

Guardando in casa nostra, invece, la situazione nelle storiche vetrerie di Murano, in provincia di Venezia, è critica. Dopo le chiusure di agosto per ferie e manutenzioni, tante attività rischiano di non ripartire a causa degli elevatissimi costi dell’energia.

Tornando al mondo delle auto, lo scenario sta preoccupando Silja Pieh (Chief Strategy Officer di Audi), la quale ha affermato che “un’eventuale interruzione del gas in Germania potrebbe innescare una nuova crisi delle componenti”.

È probabile che a seguire l’esempio di Volkswagen saranno anche altri brand per ridurre al minimo l’impatto della crisi ed evitare di peggiorare ulteriormente i risultati di vendite negativi degli scorsi mesi.