Fratelli d’Italia è sicuro: il bando ai motori termici in Europa dal 2035 è una “follia assoluta” e “condanna a morte una filiera”; meglio invece “dire basta all’ideologia del tutto elettrico” e “riaprire il grande capitolo dei biocarburanti”.

Un pensiero messo nero su bianco da Carlo Fidanza, capodelegazione del partito nell’Europarlamento e membro della commissione Trasporti, che si ricandida alle elezioni europee nella circoscrizione Nord-ovest. Anche lui risponde a Motor1 per uno Speciale sulla chiamata alle urne, che vede interrogati tutti i principali partiti e coalizioni con le stesse quattro domande.

I rischi secondo FdI

Stop a benzina e diesel: è giusto fissare una data di scadenza alla vendita dei motori termici (ed eventualmente proprio nel 2035) o pensate che la scelta spettasse a costruttori e mercato?

“Lo stop al motore endotermico al 2035 è una follia assoluta che dobbiamo fermare. Lo è sul piano ambientale, perché l’impatto inquinante delle auto elettriche sul ciclo di vita non è irrilevante. Lo è sul piano della dipendenza strategica dalla Cina. Lo è sul piano industriale, perché vuol dire condannare a morte una filiera italiana di Pmi della componentistica e migliaia di lavoratori difficilmente ricollocabili”.

I biocarburanti

Biocarburanti: sì o no?

Cosa votereste nel 2026 se la Commissione proponesse di mantenere le auto a combustione alimentandole con gli e-fuel? E cosa pensate delle altre alternative come biocarburanti e idrogeno? Possono funzionare dai punti di vista ambientale ed economico?

“Dobbiamo utilizzare la clausola di revisione del 2026, se possibile addirittura anticipandola, per affermare una volta per tutte il principio della neutralità tecnologica e riaprire il grande capitolo dei biocarburanti, che sono imprescindibili per la transizione. Dobbiamo dire ‘basta’ all’ideologia del ‘tutto elettrico’ e riaprire al mercato che oggi ci dà diverse soluzioni per ridurre le emissioni clima-alteranti”.

Dazi e contro-dazi

Le auto cinesi, elettriche e non solo, stanno arrivando in Europa: condividete l’ipotesi dei dazi doganali aggiuntivi, come quelli previsti negli Stati Uniti, o preferite mantenere gli attuali scambi commerciali?

“Sicuramente una politica di innalzamento dei dazi è necessaria, facendo valere con la Cina le nostre argomentazioni al fine di evitare contro-dazi troppo penalizzanti. Ma il mercato deve essere necessariamente riequilibrato”.

Foto - Le prime BYD partono per l'Europa

Flotta di auto elettriche cinesi in partenza per l’Europa

Più in generale, come immaginate la mobilità del futuro e quali idee portereste in Europa per industria, automobilisti e infrastrutture di ricarica?

“Vogliamo riportare la transizione green nel settore della mobilità a una logica di sostenibilità anche economica e di sostegno alla competitività delle nostre industrie. Tutto si tiene: una politica più aperta sul piano dei carburanti alternativi per la transizione diversificato per modalità di trasporto, un piano di infrastrutturazione non solo per l’elettrico, ma anche per biometano e idrogeno. Soltanto così potremo costruire una mobilità davvero a misura di cittadino e imprese”.