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La strategia di Volkswagen in Cina, tra chiusure e accordi

Il Gruppo Volkswagen rinnova la joint venture con Saic e chiude stabilimenti. Intanto prepara 18 nuovi modelli

VW ID. Code concept 2024

Oggi come oggi la Cina è l'ombelico del mondo auto, ma già decenni fa costruttori occidentali hanno guardato al colosso asiatico per espandere i propri mercati. Con fortune alterne. Tra le alleanze più durature c'è quella tra il Gruppo Volkswagen e Saic, dalla cui unione più di 20 anni fa è nata una joint venture per la produzione e la commercializzazione di vetture nel mercato cinese.

Una collaborazione destinata a durare nel futuro, come annunciato dai due Gruppi, che guardano al 2040 prolungando il contratto di joint venture per altri 16 anni, arrivando così alle nozze di rubino.

Si guarda avanti

L'accordo tra Gruppo Volkswagen e Saic si divide in 3 differenti punti: prodotto, ottimizzazione ed efficienza produttività, decarbonizzazione.

Il primo è quello che contiene le maggiori novità, composte da 18 nuovi modelli da lanciare da qui al 2030, 15 dei quali sviluppati esclusivamente per il mercato cinese. Si punterà naturalmente sull'elettrificazione, non esclusivamente sul 100% elettrico. Ci saranno infatti anche powertrain plug-in e, per la prima volta per il Gruppo VW, con range extender.

<p>Volkswagen ID Code</p>

Volkswagen ID Code

Entrando nello specifico nel 2026 saranno presentati e commercializzati lanciati due nuovi modelli 100% elettrici basati sulla piattaforma "Compact Main Platform" (CMP), sviluppata in Cina e con un'architettura di tipo zonale, vale a dire con varie centraline a gestire differenti funzionalità dell'auto. A loro seguiranno altre 6 novità "alla spina". Novità marchiate sia Volkswagen sia Audi, che in Cina rinuncerà ai quattro anelli per i suoi nuovi modelli.

<p>AUDI e Concept</p>

AUDI e Concept

Per quanto riguarda le plug-in nel 2026 verranno lanciate 3 novità, affiancate da due inedite auto con range extender, elettriche con motore a combustione deputato esclusivamente a ricaricare la batteria. Un powertrain sul quale i costruttori cinesi puntano molto, che non gode però di altrettanta popolarità in Europa. E se la Cina facesse da campo di prova per poi esportare (dazi permettendo) anche nel Vecchio Continente i nuovi modelli?

Per quanto riguarda gli altri due punti la joint venture tra Gruppo Volkswagen e Saic si concentrerà "sull’efficienza dei costi e sulla produttività", convertendo alcuni stabilimenti per la produzione dei nuovi modelli e vendendone altri, come successo a quelli di Urumqi, Turpan e Anting. L'ammodernamento delle fabbriche e i nuovi modelli prevalentemente a trazione elettrica contribuiranno poi a procedere nel cammino della decarbonizzazione, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 25% entro il 2030, raggiungendo la carbon neutrality entro il 2050.