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Le auto europee temono i dazi di Trump, l'Ue deve trovare un accordo

ACEA: "L'unica alternativa è una guerra tariffaria in escalation in cui l'Ue e l'industria automobilistica hanno molto da perdere"

Trump contro Ford e BMW che hanno scelto di inquinare di meno

Il 20 gennaio Donald Trump giurerà come 47esimo presidente degli Stati Uniti davanti a molti ospiti, tra cui anche la premier italiana Giorgia Meloni. Nelle sue promesse elettorali aveva parlato molto di possibili dazi del 25% sulle auto e sui componenti prodotti in Messico e in Canada, nonché di nuove imposte sulla Cina.

Ora che mancano pochi giorni all'inizio del suo mandato le case automobilistiche europee chiedono a Bruxelles di trovare un accordo col neo Presidente affinché i dazi restino solo promesse elettorali.

"Le aziende automobilistiche europee sostengono la creazione di prosperità, occupazione e crescita negli Stati Uniti" e sono "parte integrante dell'economia statunitense", ha detto il Presidente dell'ACEA Ola Källenius, che è anche CEO del gruppo Mercedes-Benz, intervenuto oggi al Salone di Bruxelles.

L'auto europea dipende molto dagli USA

Come ricorda Automotive News Europe, gli Stati Uniti sono il principale mercato per l'esportazione di auto europee (parliamo di circa 40 miliardi di dollari all'anno). Viceversa le importazioni valgono circa 9 miliardi di dollari.

BMW, Mercedes, Volkswagen e Volvo hanno tutte importanti stabilimenti di assemblaggio negli Stati Uniti. Da sola Mercedes, dice Källenius, ha creato 80.000 posti di lavoro diretti e indiretti e nel corso dell'ultimo secolo ha investito negli USA decine di miliardi di dollari.

Senza accordo sarà "guerra"

L'amministrazione Trump ha lasciato intendere di essere disposta ad avviare colloqui sui dazi e Källenius ha chiesto all'Ue di pensare bene ad un accordo e di trovare al più presto una soluzione vantaggiosa per le case europee.

"L'unica alternativa è una guerra tariffaria in escalation in cui l'Ue e l'industria automobilistica hanno molto da perdere. Non credo che sia uno scenario attraente", ha detto Källenius, che proprio oggi ha scritto un'importante lettera ai leader politici europei sulla modifica al Green Deal europeo.