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Renault venderà la sua quota in Nissan?

Il Gruppo francese potrebbe ricavarne 3,5 miliardi di dollari e Foxconn non esclude l'acquisto, la priorità però è collaborare

Nissan Frontier 2025 - La prova
Foto di: Jeff Perez / Motor1

Nel settore auto si parla di una nuova possibile alleanza. Dopo l'addio a Honda, Foxconn non esclude l'acquisto della quota di Renault in Nissan (36%). L'azienda, che ricordiamo è la più grande produttrice di componenti elettrici ed elettronici per gli OEM in tutto il mondo, ha precisato però che il suo obiettivo principale è comunque la cooperazione industriale con la casa automobilistica giapponese.

L’annuncio è stato dato dal presidente di Foxconn, Young Liu, in un incontro con i giornalisti presso la sede centrale a New Taipei. E' una notizia importante che arriva in un momento di crisi per Nissan, che ha tagliato i dipendenti e ridotto lo stipendio ai manager.

Serve un piano industriale

Il presidente Liu si è detto disposto a collaborare sia con Nissan che con Honda, ma soprattutto è determinato ad avere sul tavolo un preciso piano industriale. "Se ci fosse una necessità operativa - ha detto -, lo prenderemmo in considerazione, ma il nostro obiettivo non è l'acquisto di azioni: vogliamo cooperare".

Nonostante la sua cautela, Foxconn non ha escluso di trattare direttamente con Renault per quel 36% di Nissan che è suddiviso tra una quota detenuta direttamente (18,7%) e una parte inserita in un trust francese. Nissan capitalizza quasi 10 miliardi di dollari, quindi il valore della quota in mano al gruppo francese è di circa 3,5 miliardi e la cessione potrebbe tornarle utile per investire in nuovi progetti.

Tra nuovi dazi e concorrenza cinese

L'eventuale collaborazione con le case automobilistiche giapponesi, in difficoltà anche per via della crescente concorrenza cinese a livello globale, avviene in un momento in cui Foxconn deve fare i conti con i dazi che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato e poi sospeso fino al 4 marzo.

Si tratta di una tariffa generalizzata del 25% su tutte le importazioni statunitensi dal Messico e dal Canada. Young Liu ha comunque rassicurato i giornalisti spiegando che la produzione di iPhone di Apple avviene sia negli Stati Uniti che in Messico, quindi, "a seconda delle tariffe" Foxconn pianificherà le "diverse capacità produttive".